Mi girano come eliche. Però ho visto davvero un bello Spezia

Speravo di poter bagnare l’esordio di questo nuovo blog con una vittoria dello Spezia e, tutto sommato, me lo sarei anche meritato: non io, magari, ma la squadra certamente si, vista la prestazione messa in campo allo stadio di Cagliari. Ne è invece venuto fuori un pareggio truffa, segnato da un doppio, macroscopico, errore dell’arbitro Fourneau che lascia il solito amaro in bocca. Rigore per noi, fallo su Gyasi evidente anche se non clamoroso: il fischietto resta in tasca e sul ribaltamento Zoet esce sui piedi di Pavoletti, prende la palla con notevole anticipo, visibile a occhio nudo con un semplice replay, ma per l’arbitro è rigore.

E non sono qui a prendermela con Fourneau, ‘meschinetto’, come ho imparato a dire a Genova: se fosse stato in mala fede avrebbe trovato un modo meno ridicolo per favorire il Cagliari. Dunque, no, è stato solo un incidente, una giornata difficile che impatta negativamente sulla nostra squadra.

Poco male, posso dire a qualche ora di distanza, almeno per due buone ragioni: la prima è che il Cagliari il pareggio l’ha comunque meritato, per quello che si è visto in campo. E’ vero che i gol vanno segnati e che nel mondo delle persone normali lo Spezia si sarebbe potuto agilmente trovare sul 3-1 (invece che sul 2-2 partorito dall’arbitro), però sarebbe ingiusto negare la buona qualità del Cagliari, la costante pressione, una certa superiorità territoriale. E poi c’è una seconda ragione: chi di voi si sarebbe aspettato uno Spezia tanto tosto, capace di stare così bene in partita fino in fondo?

Io non ne ero convintissimo, devo dire la verità: per colpa del Covid quella in Sardegna è stata appena la seconda partita ‘vera’ giocata dai ragazzi di Thiago Motta da quando lavorano assieme, la rosa è così corta che invece della panchina a Cagliari sarebbe bastato un divanetto per ospitare le riserve, in campo c’erano almeno due giocatori fuori ruolo (Bastoni, schierato mezz’ala e Gyasi, che punta centrale in teoria non è) e dal mercato devono ancora arrivare diversi innesti. Insomma, le classiche premesse per una giustificabile imbarcata.

Invece no, che bello lo Spezia visto in campo! Tutti bravi ma dopo i primi 90 minuti qualche menzione speciale ve la devo, così da provare a sbagliare tutte le valutazioni, come mi succede di solito. Per esempio Nikolaou: è un bel difensore, questo è importante, ma dispone anche di un sinistro che, se scagliato fuori misura, potrebbe abbattere una tribuna. Con quella ‘castagna’ mi aspetto qualche bel gol. Colley, che per me fino a ieri era un difensore del Doria, oggi è anche un guizzante esterno d’attacco: mi è piaciuto davvero tanto, ogni volta che aveva la palla tra i piedi dava l’impressione di poter andare in porta. E’ un altro dei talenti che l’Atalanta scopre come per miracolo e poi alleva: bravi davvero. E di Bastoni vogliamo parlare? L’anno scorso a Cagliari, nel suo ruolo di terzino sinistro, sembrava Roberto Carlos, quest’anno, schierato a centrocampo per supplire alla moria dei compagni, ha giocato una partita sontuosa. L’è un fante de Speza e a segae ar balon i è bon daveo!

E poi un piccolo spazio lo devo tributare a Thiago Motta: è prestissimo per dare giudizi, manca ancora tutto il campionato. Ma se il buon giorno di vede dal mattino, l’esperienza dell’ex centrocampista dell’Inter allo Spezia potrà dare buoni frutti: squadra compatta, con una sua precisa personalità e buone idee. Speriamo che dal mercato arrivi qualche giocatore con un po’ d’esperienza (Destro ma anche qualcun altro), così da permettere ai tanti giovani talenti di sbagliare, quando accadrà, senza troppi drammi.

Mettiamo in cascina questo punto e guardiamo avanti: in settimana tocca a Pecini fare bene il suo lavoro. Qualche altro mattoncino e costruiamo una bella casetta che saremo orgogliosi di mostrare. Avanti così!

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