Non ci resta, forse, che il “Piano B”

Diciamoci la verità, retrocedere per il Genoa era probabile, ma ora che questo amaro epilogo appare una certezza, ti mette rabbia perché senza un miracolo si va giù in una stagione in cui la salvezza era il minimo sindacale da chiedere alla nuova proprietà americana. Come sempre si parte dall’eredità lasciata da Preziosi che è stata pesantissima e che ha terremotato l’ambiente. Grave anche che sia stato permesso all’ex presidente di continuare a rimanere con cariche importanti nel club. Poi poco alla volta 777 Partners hanno preso in mano la situazione investendo soldi freschi e questo va sottolineato molto bene perché va riconosciuta questa immissione di liquidità che era fondamentale. A questo sono poi uscite dichirazioni forti e impegnative sul radioso futuro del Grifone. Tutto bello e coraggioso, ma un tantino pericoloso perché il calcio sfugge alle leggi di economia. E anche la scelta di Shevcenko come mister è stata un po’ pericolosa perché, oltre al nome di rilievo internazionale che a tutti ha fatto piacere, con il Genoa così in basso c’era da fare i conti con un tecnico con nessuna esperienza da allenatore di club. Purtroppo i risultati negativi collezionati da Sheva sono sotto gli occhi di tutti e così ecco il general manager Spors che prende il potere. Con Sheva è subito attrito e l’ex pallone d’oro va fuori. Si aspetta Labbadia che però cala il 2 di picche a Spors è non viene più. Segue la notte umiliante di Firenze con Konko in panchina che ci mette la faccia su i 6 gol subiti. Ecco dal cilindro Blessin che fa colpo sulla piazza e pare Scoglio. Intanto il mercato si chiude con una ventina di movimenti tra entrate e uscite e un esborso di 19 milioni. Lodevole lavoro, Hefti ok, si punta su Amiri, ma manca un nome forte e molti sono ragazzi nordici da scoprire. Ma a Spors va concessa la massima fiducia e si plaude piu per non passare da negativi che per convinzione di un Genoa che forse molto più forte di quello di prima non è. Arrivano due prestazioni incoraggianti, ma con la Salernitana ecco il flop terribile complice pure l’arbitro. Ma il Genoa ha vinto solo una volta fin qui e mai in casa. Una via Crucis terribile che ha tante spiegazioni e una sola sentenza: la sofferenza. Ora l’ultima spiaggia a Venezia, proprio per non arrendersi a 13 giornate dalla fine, ma il “Piano B” va subito pensato e soprattutto con chi perché molto non ha funzionato. Gli statunitensi cosa faranno? Daranno altra fiducia a Spors?. Insomma tra un proclama di Europa fra tre anni e di altri sogni, in fondo i genoani si aspettavano umilmente di restare in serie A, magari lottando fino all’ultimo, cosa peraltro affrontata già da parecchie stagioni. Non c’era bisogno di andare oltre e così la caduta che ormai è da prendere in considerazione, oggi fa ancora più male.

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