IN MEMORIA DI UN PRESIDENTE

21 Gen 2021 by Maurizio.Michieli, 60 Commenti »

Il 21 gennaio di otto anni fa moriva Riccardo Garrone. E la Sampdoria perdeva il suo condottiero passionale, contraddittorio, carismatico. La sua vita si concluse quella dolorosa sera, ma la sua esperienza alla guida della società blucerchiata, che aveva assunto nel 2002, era già terminata da un paio d’anni, quando il suo ciclo straordinario aveva toccato il culmine ed il fondo quasi in contemporaneadal preliminare di Champions League alla retrocessione in serie B. Quest’ultima, una ferita mai sanata con il popolo blucerchiato, nonostante l’immediata risalita in A grazie ad un sanguinoso investimento riparatore.

Ma Duccio, così lo chiamavano gli amici e pure i nemici, era già malato e la sua parabola, di uomo e di presidente, si stava ormai compiendo. Personaggio schietto, diretto, spesso burbero, a volte dolcissimo, Riccardo Garrone non era certo diplomatico o un “santo”. Non lo fu quando disse, con la grazia di un elefante in cristalleria, che non avrebbe mai buttato soldi a pioggia nella Sampdoria per non gravare sul tenore di vita delle propria famiglia. Salvo poi rimetterci complessivamente oltre 200 milioni di tasca propria. Non lo fu quando dichiarò di non essere matto come Moratti, che sperperava denari nell’Inter. E poi mandò il “povero” Marotta a chiedere Kallon in prestito ai nerazzurri. Non lo fu quando parlò di “macelleria Preziosi” per la rabbia di un derby perso in malo modo.

Ma Riccardo Duccio Garrone era così, un istintivo, che non si nascondeva dietro le ipocrisie quotidiane. Aveva grandi e visionarie idee, per Genova e poi per la Sampdoria. Il parco di Disneyland non glielo fecero mai realizzare, lo stadio di proprietà nemmenoParlava di “forze” del male che si opponevano al progresso e al rilancio della città. I fatti successivi, persino giudiziari, gli hanno dato in gran parte ragione.

Non era certo un ingenuo o uno sprovveduto, conosceva gli affari e gli uomini e le donne, ma coltivava sempre una componente sinceramente romantica dentro di sé. Come quando mi disse: “Persino i genoani mi fanno i complimenti perché ho mandato via Cassano per una questione di principio”. Confesso che non ebbi il coraggio di ribattergli che, se fossi stato genoano, gli avrei detto la stessa cosa… Non glielo dissi perché, da sampdoriano e da uomo, ero dalla sua parte e non da quella di Antonio.

Ma quella fu l’inizio della “fine” di un periodo segnato dalla personalità dirompente, ingombrante e generosa di Riccardo Garrone. Sì, generosa. Anche se molti sampdoriani lo accusavano di avere le “braccia corte”. E lui ci rideva su. Come sull’appellativo “Nano di Trasta”. Una volta mi raccontò: “Crede non lo sappia che i genoani mi chiamano così. Passi per il nano, ma a Trasta non ci siamo mai andati…”.

Aveva anche il senso dell’ironia, ma doveva essere lui a gestirla ed indirizzarla. Solo in una circostanza mi lasciai andare e prendere un po’ la mano dalla confidenza. Lo incontrai in via Garibaldistava andando a Tursi per l’ennesimo tentativo di regalare alla Sampdoria uno stadio di proprietà. Fumava un sigaro toscano. Ebbi l’ardire di rivolgermi a lui così: “Vede presidente, tra me e lei c’è un abisso, una voragine economica, ma io fumo un sigaro migliore del suo, un domenicano a capa scura”. Abbozzò un sorriso e mi impartì un’improvvisata lezione sul migliore tabacco italiano, coltivato nella provincia di Benevento, destinato ai suoi amati toscani.

La stessa cosa fece quando gli telefonai per avere conferma del litigo con Cassano. Non rispose né sì né no, mi disse soltanto: “Qualche volta Antonio esagera”. Mi bastò per capire la situazione, tanto lui mi stava già parlando di quando i daini vanno in amore. La caccia, il golf, la sua azienda di famiglia erano le grandi passioni di Riccardo Garrone. Lo divenne anche la Sampdoria, che gli offrì una popolarità che gli era sempre mancata. Il suo cruccio era quello di non riuscire a farsi amare abbastanza dai tifosi, ma il rispetto ed una sorta di silenziosa devozione li ottenne da subito. Anche andando spesso, come un uomo qualunque, a cenare e a giocare a carte nei club. “Lo stoccafisso cucinato al Mugnaini di Rivarolo è strepitoso”, mi confidò, invitandomi ad assaggiarlo. Aveva ragione.

Commise errori, eccome, alla guida della società. Era un neofita, proveniente da un mondo, quello del petrolio, dove le regole del gioco erano e sono completamente diverse dal calcio. Poteva e “doveva” fare di più? Forse sì, ma di certo per la Sampdoria fece moltissimo in termini di soldi, energie e anche passione.

Ho già raccontato nel mio libro “L’allenatore torna sempre con la sua squadra” che di me all’inizio pensava che avessi complottato con Enrico Mantovani per fargli prendere la Samp ad ogni costo. Col tempo comprese che non era stato così, sebbene gli avessi confessato che, se avessi davvero potuto, lo avrei fatto. Perché in cuor mio pensavo che dopo i Mantovani alla guida della Sampdoria potessero esserci soltanto i Garrone. Ed avevo ragione: sotto la sua gestione, quattro volte in Europa ed una finale di Coppa Italia persa ai calci di rigoreSino al drammatico epilogo della retrocessione, quando la malattia incombeva e le vicende famigliari si stavano già increspando proprio a causa della Sampdoria e dei suoi costi lievitati. Poiché non è detto che grandi imprenditori siano anche grandi dirigenti di calcio, sul piano economico, intendo. Sotto il profilo dei risultati, Duccio Garrone è stato e sarà per lungo tempo il miglior presidente dopo Paolo Mantovani.

Io stesso, da tifoso, non perdevo occasione per arrabbiarmi un po’ con lui. Come quando venni inviato dall’allora direttore di Primocanale, Mario Paternostro, ad effettuare un servizio sul restauro di una piccola opera d’arte da parte della Erg. Riccardo Garrone, appassionato anche di pittura e scultura, ne era orgoglioso. Vidi quella statuetta e quando venne rivelato il costo del restauro, gli dissi, provocandolo: “Presidente, poteva investirli in una rinforzo per la Sampdoria…”. Duccio mi guardò e senza scomporsi replicò: “Michieli, lei non mi perdona mai niente. Ma io perdono lei, perché parla col cuore. Ora però mi faccia una bella intervista sull’opera d’arte, se no chiamo Paternostro e mi lamento ufficialmente del trattamento ricevuto da Primocanale”Riccardo Garrone, con i suoi pregi e i suoi difetti, mi manca e continuerà a mancarmi, anche se sono trascorsi otto anni dalla sua scomparsa. Ma, credo, manchi (e mancherà a lungo) soprattutto alla Sampdoria.

60 Commenti

  1. Luca B ha detto:

    Ad avercelo un altro Duccio con le braccine corte, altro che “belinate”

  2. aston ha detto:

    Credo che manchi a tutta la città che sono certo amava profondamente.

    Grazie Riccardo Garrone… grazie veramente.

    a.

  3. Vincenzo ha detto:

    Molto belle e sentite le riflessioni sopra riportate, certo che però sulla statuetta come diceva un noto presentatore tv hai “toppato!”.. .
    A parte le battute, ricordo come fosse ieri che pochi giorni dopo aver acquistato la Samp, lo incontrai per caso al bar vicino al WTC: con tutti i colleghi vicino a fare cerchio, emozionato, lo ringraziai dal profondo del cuore per aver salvato dal FALLIMENTO la società indipendentemente, gli aggiunsi, da quello che sarebbe potuto accadere negli anni successivi; sorrise e mi fece capire che il futuro avrebbe regalato delle soddisfazioni a noi tifosi, altro che salvezza.
    Non potete immaginare la gioia e l’allegria di aver sentito quelle parole in prima persona e, subito riportate al barista, genoanissimo che, dal maggio 1999 tutte le mattine metteva la registrazione di Bologna Samp di tutto il calcio minuto per minuto.
    Mai dimenticare, il tempo è e sarà sempre giudice.
    Grazie ancora Presidente.

    Forza Sampdoria

  4. Ivano ha detto:

    Un pezzo scritto con il cuore.. Complimenti!

  5. belmondo' ha detto:

    Duccio persona e presidente meraviglioso. purtroppo come spesso accade, i figli non sono all’altezza della grandezza dei padri.
    grazie di tutto Riccardo

  6. Fra Zena ha detto:

    per tanti Doriani come me, nati a metà degli anni ’80, troppo piccoli per godere appieno dei successi mantovaniani, la Tua Sampdoria è stata la migliore di tutte
    Gli alti e bassi c’erano anche allora, ma sempre a testa alta
    Ciao e grazie ancora

  7. Luigi ha detto:

    Anche io Maurizio ti faccio i complimenti per l’articolo adoro gli aneddoti e ti invito se possibile a scriverne altri su storie passate e recenti che hai vissuto nell’era sampdoriana.

  8. Dria84 ha detto:

    Il secondo miglior Presidente della Sampdoria, grazie di tutto Duccio.
    P.s. complimenti Maurizio per il pezzo, davvero molto bello

  9. Mino53 ha detto:

    complimenti per il ricordo di un vero ”Gentiluomo” che alla Sampdoria ha dato tanto anzi tantissimo in un’era calcistica che stava cambiando con ingaggi che via via lievitavano fino a diventare troppo alti persino per uno come lui che disponeva di un Patrimonio poderoso. Ha saputo scegliere un Manager come Marotta che fino a che non ha spiccato il volo per altri prestigiosi lidi lo ha sapientemente supportato. Ha riportato i nostri colori in Serie A e ci ha fatto sognare . Grazie di tutto

  10. Riccio samp ha detto:

    Un signore, un uomo d’altri tempi, veramente una bella persona che incarnava lo stile Samp al 100%. Chissà se gli avessero fatto fare lo stadio di proprietà, come sarebbe messo il doria adesso. Secondo me molto meglio dell’attuale situazione con una società forte e ricca alle spalle, ed Edoardo suo figlio al timone. Un’altra persona che, anche se a molti non aggrada ultimamente, di stile Samp ne ha davvero da vendere per me.

  11. jan ha detto:

    Complimenti Maurizio, un pezzo bellissimo !
    Riccardo Garrone è stato l’ultimo grande uomo alla guida della Sampdoria, ci manca e ci mancherà sempre……Riccardo Garrone nel cuore !

    FORZA SAMP !

  12. Kreek ha detto:

    Complimenti a Maurizio Michieli, mi è piaciuto il tuo pezzo.

    Riccardo Garrone c’è stato e ha fatto qualcosa per la Sampdoria in uno dei momenti più delicati della sua storia, per questo andrà sempre e comunque ringraziato e rispettato.

  13. El Cabezon ha detto:

    Ho adorato Duccio alla follia, ero arrivato persino a chiamare la mia squadra di fantacalcio
    DUCCIO 1 DI NOI a testimonianza di quanta stima e affetto nutrissi verso il nostro presidente!
    Certo, c’era sempre quella sensazione di fare trenta e mai trentuno, di non avere davvero la voglia e l’ambizione di lottare per i traguardi più prestigiosi, ma tutto sommato i risultati arrivavano e a me e penso alla stragrande maggioranza della tifoseria andava bene così…
    Poi sono arrivati quei mesi tremendi, inutile ricordare la folle escalation culminata con la retrocessione più assurda di sempre e, non lo nego, il mio sentimento verso Riccardo Garrone si ribaltò completamente!
    Poi 8 anni fa è successo quel che è successo, e il tempo guarisce quasi ogni cosa…
    Rimane in me il grande rimpianto per quello che poteva essere e non è stato: l’ho già scritto in passato, aver avuto una proprietà come i Garrone e un dirigente come Beppe Marotta e non aver raccolto nulla è stata, per la nostra storia, quasi una seconda Wembley!
    E, dal lato personale. mi dispiace aver provato fino all’ultimo quel sentimento di rabbia, ma il buon Duccio da lassù sono certo che mi comprenderà e mi perdonerà :-)))

  14. Moussa Dembele ha detto:

    Complimenti per il post Maurizio. Davvero un grande presidente che ha fatto tanto per noi, dopo il grande Paolo il migliore che potessimo avere. Se i poteri occulti di questa città non gli avessero bloccato il progetto dello stadio all’aeroporto, vicenda secondo me mai troppo investigata e chiarita a noi cittadini-tifosi blucerchiati, non saremmo qui a “sussarci” il “residente” (al Melia)

  15. Klaus Lavagna ha detto:

    Mi unisco ai complimenti per il tuo articolo su Duccio Garrone,un vero Signore,un gentiluomo d’altri tempi che semplicemente per una questione d’onore ci ha salvato da un sicuro fallimento.Allora ero orgoglioso di avere come presidente uno degli uomini più ricchi d’Italia, innamorato non corrisposto della sua Genova ,e guardavo dall’alto in basso i cuginastri alle prese con il loro mercante in fiera.Ora invece per non essere da meno anche noi ,modestia a parte ,abbiamo il nostro mercante in fiera che espone in i suoi gioielli su un banchetto traballante e pronto a crollare al soffio di una semplice brezza.Che tristezza!

  16. Stregatta ha detto:

    Ma è vera la notizia secondo la quale nel 2001 propose la fusione tra Genoa e Samp?

  17. Frank Tamburo ha detto:

    Un bellissimo ricordo, che mi ha fatto piangere.
    Mauri il tuo stile e la tua capacità di arrivare al cuore dei sampdoriani è unica ed inconfondibile ed io ti ringrazio pubblicamente per questa lettera che ci regala aneddoti e riflessioni emozionanti.
    Con un presente ed un futuro così incerto ci concedi un messaggio importante, che ci fa pensare a ciò di cui avremmo fortemente bisogno…
    Grazie

  18. Mauro ha detto:

    Bel post Maurizio, da magone.Son bastate poche righe per spiegare chi era Duccio.Un Signore con la S maiuscola,di uno spessore morale che,specialmente nel calcio,è quasi impossibile trovare.Certo,chi non lo ha accusato di avere il braccino corto,me compreso.C’e’ stato pure,in fondo chi ha avuto il coraggio e la sfrontatezza di sputare,e sottolineo,sputare al Presidente dei Presidenti,alias Paolo il grande.I soldi Duccio li aveva pure spesi ma,specialmente nell’ultimo periodo, non in maniera così oculata e mirata.
    Ciononostante lo rimpiango,e se penso a chi siede adesso sul trono di Corte Lambruschini,lo rimpiango ancora di più.

  19. Claudio ha detto:

    Molto bello Maurizio, grazie per averlo scritto.

  20. Solosamp1946 ha detto:

    L ultimo vero presidente della Sampdoria

  21. Paolo_65 ha detto:

    Lo incontravo quasi tutte le mattine alle sette nel bar in piazza Dante , a quell’ora era già pronto per andare alla Banca San Giorgio della quale era consigliere, parlavamo spesso del Doria seduti al tavolino mentre lui leggeva il giornale.
    Ricordo che alla festa del club di Recco stette una buona mezzora a parlare con dei soci esclusivamente di caccia e ricordo anche che venne invitato dalle mie parti a Buto per cercare funghi ed era entusiasta come un bambino.
    Ho frequentato anche il grande Paolo soprattutto in occasione dei Ravano e delle feste Primavera con gli stand Ultras e per certi versi si assomigliavano, la grossa differenza era che Paolo s’intendeva di calcio, Garrone per niente, almeno all’inizio.
    Resta il fatto che un personaggio del genere manca a noi, alla città ed a tutto il movimento calcistico italiano, sarà molto difficile , se non impossibile, trovarne un altro di pari valore.

  22. Sand66 ha detto:

    Bellissimo articolo, condivido tutte le riflessioni, sono stati anni in cui non si tirava a campare ma si poteva “tranquillamente” sognare, al netto della retrocessione, ampiamente ripagata economicamente (se penso alla stessa situazione oggi mi vengono i brividi), gli anni più belli dopo l’epoca Mantovani.

  23. Matteo Genovese ha detto:

    Bell articolo su “Duccio” Garrone. Mi è piaciuto molto perche si sente che lo hai scritto con il cuore. Bella Maurizio !!!

  24. Massimo Pittaluga ha detto:

    Pensare d avere avuto come presidenti persone come Riccardo Garrone e Paolo Mantovani a portare in tutta Italia e spesso oltre confine i colori della sampdoria ed oggi avere su quella poltrona Massimo Ferrero fa male.
    Sembra passata un era geologica mentre sono solo 8 anni direi 9 da quando in realtà le redini passarono ad altri.
    Ricordo la finale di Roma in cui eravamo veramente in tanti e tanti come me tornarono quasi ragazzi tutti assieme per una notte a cantare per ora in quella sofferta finale. Garrone sotto la Sud romana a salutare noi tifosi con stile e signorilità. per questo e non solo per questo ero un convinto sostenitore di Edoardo Garrone e sono ancora oggi molto rammaricato di quello che avrebbe potuto essere e non è stato e non parlo di soli risultati ma di un modello che continuava nel tempo e che rendeva la sampdoria quello che era globalmente e che spero torni prima o poi ad essere.

  25. Federico ha detto:

    Per sempre riconoscente a Riccardo Garrone.
    C’ero contro il Napoli e l’anno successivo contro il Palermo.
    Credo anch’io che dopo Paolo Mantovani ci sia lui.

    • francesq ha detto:

      C’ero anche io. E sembra ieri…

      Ho vissuto l’insediamento di Garrone in Samp un po’ come una favola a lieto fine. Ne venivamo da quel periodo allucinante, eravamo ad un passo dal fallimento, ci vendevamo qualunque cosa avesse un prezzo. Ricordo Sereni all’Ipswich, Vergassola al Toro, la sensazione che la A si stesse allontanando ogni giorno di più.

      Il Doria era una pietra gettata nell’abisso.

      Poi è arrivato Garrone. E d’improvviso lo scenario cambiò. La squadra per risalire subito, Marotta, Novellino uno stadio frizzante, una nuova coppia di gemelli del gol, tante speranze..

      Porca miseria son già passati quasi 20 anni.

  26. Pier56 ha detto:

    Niente da obiettare sull’onestà di Riccardo Garrone, ma per favore non poniamolo dopo Paolo Mantovani. Sulla frustrante retrocessione del 2011 ci sarebbe da dire solo che fece bene a cedere Cassano perché lo offese gravemente, ma pagare il Milan perché si prendesse un fuoriclasse sia pure fuori…di senno non ha nessuna giustificazione, così come vendere l’unico giocatore che avrebbe garantito la salvezza, ovvero Pazzini. Passare dalla qualificazione champion alla B credo non abbia precedenti nel calcio che conta. Poi si, é vero che per 8 anni abbiamo avuto qualche soddisfazione concreta. Garrone é stato un grande imprenditore che per la serietà dell’impegno preso non fece fallire la Samp e per questo merita riconoscenza.

    • Sand66 ha detto:

      La retrocessione è una ferita che brucia, ma va ricordato che Garrone figlio investì pesantemente per riportare la Samp in A, praticamente ha rifatto la squadra da capo nel mercato di gennaio allenatore compreso ed è riuscito a risalire (per il rotto della cuffia), proviamo a pensare alla stessa situazione oggi, con le risorse attuali e valutiamo attentamente la storia passata, poi resta la sciagurata cessione e quella, di ferita, è ancora aperta.

  27. DorianoForEver ha detto:

    Maurizio il tuo racconto è stato appassionante e commovente allo stesso tempo. Manca tantissimo. Spesso era freddo nei modi ma non nei fatti. Ha investito tanti soldi nonostante non fosse un obbligo. Il figlio a parole è un grande sampdoriano ma nei fatti ci ha riservato il peggiore dei trattamenti. Garrone padre a Ferrero lo avrebbe mandato via a calci nel culo, il figlio gli ha spalancato le porte, prendendo per il culo i tifosi con la storia dei filtri. Garrone padre r foglio.. Uno la seta l’altra la lana, per non dire di peggio.

    • Maurizio.Michieli ha detto:

      Ciao, ho pubblicato il tuo commento, giusto per non passare per censore, ma in questo contesto l’ho trovato di cattivo gusto, specie nei toni. Due volte la parola “culo” quando si commemora un defunto non mi pare il massimo. Tanto più che stiamo parlando di calcio. Riflettici, se vuoi. Grazie in ogni caso del tuo pensiero e del complimento.

      • robmerl ha detto:

        espressioni colorite nella forma ma corrette nella sostanza. condivido il sentire di DFE

      • belmondo' ha detto:

        espressioni sacrosante ma spese nel momento e sotto il post sbagliato

      • DorianoForEver ha detto:

        Scusami Maurizio. Forse hai ragione, avrei potuto usare altri termini…è la realtà dei fatti comunque. Ricordo ancora il giorno del suo funerale quando in un servizio dicesti che il suo più grande dono che ci aveva lasciato in eredità era 1il figlio Edoardo. A pensarci ancora oggi sembra impossibile quello che ci è capitato .buona serata e scusa ancora

      • Marco ha detto:

        Mi dispiace signor michieli anch’io sono d’accordo con Doriano forever,e non venitemi a dire che è solo calcio per favore lo sport in generale è aggregazione sentimenti contrastanti chi vive h24 per il calcio non può sentire che sia solo calcio, per i grandi imprenditori sarà solo un passatempo per noi comuni mortali è una parte della nostra vita

  28. Pier56 ha detto:

    Vorrei ricordare ancora che molti di quelli che oggi lo esaltano a quel tempo lo chiamavano “braccino corto” e lo insultavano. Dunque vorrei un po più di equità nei giudizi e una memoria storica. Giustamente deve essere ricordato anche per quell’azione generosissima che fece nel 2002 e per la sua probità, mantenendo un equilibrio per onorare la sua memoria. Quando nella storia si vive un tragico presente si tende sempre a rivalutare il passato con “mania antiquaria” e “cieca collezionistica” ( Nietzsche)

  29. NYC ha detto:

    Grande uomo e uomo di altri tempi ha si lui salvato la Sampdoria da un fallimento certo.

    • Maurizio.Michieli ha detto:

      Sei sicuro del “fallimento certo”? Quali carte hai in mano? Giusto per confrontarci, visto che a me non risulta e all’epoca vivevo quasi dentro la Sampdoria.

      • francesq ha detto:

        Ricordo un articolo di repubblica, una specie di requiem alla samp. Mi colpì tantissimo (ero anche giovane e impressionabile, per carità).

        In effetti sembrava proprio che fossimo ad un passo dal fallimento.

      • Marco62 ha detto:

        Ciao, Maurizio, bel post davvero,giusto ricordare il miglior presidente dopo Mantovani, però non ho mai capito la dinamica del suo arrivo, mi ricordo che prima di lui presidente divento un finanziere mi par di ricordare, il caso Dossena ..insomma se ti va mi fai un riassunto
        Grazie

  30. Franco T. ha detto:

    Complimenti Maurizio, per il sobrio e meritato ricordo del Presidente Riccardo Garrone. Cordiali Saluti

  31. francesq ha detto:

    Applausi a scena aperta

  32. Carlo46 ha detto:

    come tutti ho molti ricordi dell’epoca Garrone, se non ricordo male subentrò prima della fine del campionato di B in cui rischiammo molto seriamente la serie C. Rammento la partita decisiva a Vicenza, io non mi davo pace nel pensare alle prospettive future che davvero sembravano non porre limiti soffrendo al contempo le pene dell’inferno sino al goal di Bernini.
    Anni prima Mantovani confessò che più volte aveva cercato di portarlo in società negli anni d’oro ma Riccardo era al tempo, e un pò ahinoi lo rimase anche dopo, non appassionato al calcio. Se ciò fosse avvenuto, nonostante l’innata tendenza di entrambi per obiettivo carisma e statura al ruolo di primadonna, credo che davvero all’epoca avremmo vinto e stravinto tutto. Tutto. Mi vengono i brividi solo a pensare quali ali avremmo avuto per volare ovunque nell’Olimpo del calcio.
    Più prosaicamente durante la sua presidenza ero sempre in equilibrio fra la soddisfazione di avere un Presidente che perfettamente rispecchiava ciò che per me era ed è la Sampdorianità e lo sconcerto quando, talvolta con l’arroganza dei ricchi, arrivava quasi ad offenderla con battute che mortificavano la tifoseria. Era un uomo di potere e lo esercitava. Nel periodo terribile della retrocessione arrivai anche, come quasi tutti allora, a detestarlo, ma le vicende successive della malattia dimostrarono che non fu lui al comando in quei mesi, purtroppo già alle prese con altri foschi presagi e pensieri. Ne rimane un ricordo importante, una persona di uno spessore che aveva paragoni in chi lo aveva preceduto e non certo in chi venne dopo. Bellissimo Maurizio il tuo ricordo, grazie dott. Garrone, grazie Duccio.

    • Massimo Pittaluga ha detto:

      commento che mi trova d’accordo su tutta la linea. comunque il connubbio sampdoria erg ci fu quantomeno proprio negli anni delle vittorie della samp di Mantovani erano spinsor. anche io ho apprezzato molto tante cose e a volte da tifoso un po irritato su altre. si capiva che oltre non si voleva andare e si capiva anche a volte che ci fosse fastidio quando noi tifosi si chiedeva qualcosa in più. però sono stati certo di più i pregi che i difetti

  33. Ivano Magna Romagna ha detto:

    Bravo Mauri!Grande pezzo..scritto con testa e cuore,i miei complimenti!Sicuramente Duccio fu anche contestato ma siolo perche’ non sapevamo il ciclone che ci avrebbe investito sotto le spoglie di Ferrero!Riposa in pace DUCCIO!

  34. Ste75 ha detto:

    Da pelle d’oca il tuo articolo.. Nei modi di fare ricordava Paolo… Ma se permetti una cosa nn gli ho mai perdonato.. Nn avere riscattato storari.. Se nn sbaglio la differenza tra domanda e offerta si aggirava sui 500mila euro… Una inezia… E guberti che all’ epoca per noi era, un buon giocatore.. È stato poco lungimirante.. Xche basta ricordarsi il gol preso da curci all 80… Probabilmente, nn c’è la controprova, andando nei gironi sarebbero entrati parecchi soldi e la storia, societaria avrebbe preso un ‘altra piega.. Cosa ne dici Maurizio?

    • Maurizio.Michieli ha detto:

      L’ho scritto che ha commesso errori, mi sembrava che in un articolo del genere entrare nel merito di questo o quell’errore non fosse pertinente più di tanto.

    • Daniele ha detto:

      Michieli si è dimenticato, oppure ha preferito fare così, che all’epoca del preliminare di Champions la malattia di Riccardo Garrone era già comparsa (scoperta peraltro grazie a un banale controllo medico in ERG) e che in società erano comparsi gli spettri di Edoardo e del Mondini.
      Le stesse persone che avevano fatto pressione su Riccardo perchè allontanasse Cassano dopo la sceneggiata a Bogliasco. Il presidente lo aveva perdonato mezz’ora dopo.

  35. Gabriele ha detto:

    Sono convinto che con il Sig. Garrone Riccardo uno come il viperetta probabilmente non sarebbe stato assunto neanche per i lavori svolti a bogliasco di notte , il figlio gli regalò la Samp sono ancora sconvolto e non che meno preoccupato !

  36. Gabriele ha detto:

    Sono convinto che con il Sig. Garrone Riccardo uno come il viperetta probabilmente non sarebbe stato assunto neanche per i lavori svolti a bogliasco di notte , il figlio gli regalò la Samp sono ancora sconvolto e non che meno preoccupato .

  37. loco e 656 fs ha detto:

    non bisogna dimenticare che con duccio la samp ha ottenuto diverse qualificazioni in uefa , un quarto posto che ci ha portato in champions e una finale di coppa italia.
    questi risultati oggi con l’attuale dirigenza sono una barzelletta di pierino, lontani anni luce e finche ci sarà questa dirigenza presidente in testa , la samp non potrà mai avere nessuna ambizione e pensare di accontentarsi di arrivare il prima possibile alla salvezza.
    questo è mortificante e avvilente senza contare che duccio voleva lo stadio e adesso la samp sarebbe in una situazione molto ma molto diversa dal’ attuale.
    purtroppo le istituzioni locali hanno fatto di tutto e di piu per boicottare questo progetto e ci sono riusciti. comunque uno come lui lo rimpiango come non mai. grazie duccio , grazie per tutto quello che hai fatto per la samp .

  38. The Nightmare ha detto:

    Bravo Maurizio, l’articolo mi è piaciuto molto.

    A me i confronti e le classifiche tra i presidenti non piacciono molto, soprattutto se mettiamo a confronto l’era Mantovani e l’era Garrone, è passata tanta, troppa acqua, sotto i ponti, anche il contesto in cui si muovevano i Garrone era ben differente da quello dei Mantovani. È comunque fuori discussione che l’era Mantovani sia il periodo d’oro della Sampdoria.

    Infine, non mi schiero nemmeno contro ad Edoardo Garrone, quando eravamo nella bratta, scucendo parecchio denaro dalla propria tasca, siamo tornati in A subito (avendo iniziato anche la B non benissimo), non gli si può imputare che ad un certo punto non se la sia sentita più. Oggi, per me è anche ampiamente perdonato (ripeto, io parlo dei miei sentimenti) per aver ammesso l’errore di aver lasciato il tutto, pagando ancora, nelle mani di Ferrero. Ma Ferrero in questo articolo non c’entra nulla e quindi non lo nomino più.

    Perciò, un “grazie” lo voglio dire all’intera famiglia Garrone.

    • The Nightmare ha detto:

      …. aggiungo ancora, con lo stile e la signorilità di Paolo ed Enrico Mantovani, Riccardo ed Edoardo Garrone, pensate solo che cosa saremmo potuti essere o cosa saremmo potuti diventare, con Ranieri allenatore…. Penso che ce la saremmo giocata nelle prime 4 posizioni, sempre.

      • Lorenzo ha detto:

        Vabbè dai…Boskov, Eriksson, Novellino, Iachini (per me ha fatto un chirurgico miracolo con la promozione)… insomma per dirti che qualche bravo Mister anche in quegli anni ce lo siamo goduto..
        Con Riccardo Garrone ho sempre la sensazione di un qualcosa che poteva essere e per un’inezia non è stato.
        Alè la Samp !!

  39. MatteoB ha detto:

    Ciao Maurizio,
    Bellissimo pezzo, onesto e sincero.
    Ricordo di un uomo che ha fatto tanto per la Samp.
    Personalmente nn mi ci sono mai affezionato, il suo (forse apparente) distacco, il suo essere burbero e troppo diretto, ha sempre fatto nascere in me una sensazione di disinteresse da parte sua. Riconosco che i fatti hanno dimostrato il contrario. Forse nel e del calcio (inteso come mondo) ha sempre capito poco.
    Resta il fatto che alla sampdoria e al calcio in generale, uomini così mancano e come.

  40. Benna ha detto:

    Caro Maurizio, ritengo che Duccio sia stato impedito nel creare una grossa squadra dagli ostacoli avuti sul nuovo stadio 🏟. Viperetta è più simpatico per chi come me è venuto su a film di Monnezza e Bombolo tanto che ci hanno fatto parlare romanesco senza essere mai andati a Roma. Al di là di questo, Ferrero è un Presidente inaffidabile che può offuscare questo momento felice della Sampdoria: caro Maurizio secondo te rischiamo sempre il fallimento o la squadra è economicamente abbastanza al sicuro? Un abbraccio

  41. Marco ha detto:

    Tutti bravi ora a fare gli elogi funebri e commemorativi, ricordo benissimo però il coro partito alla fine di Samp Palermo, cantato praticamente da tutto lo stadio, uomo di m. Garrone uomo di m., secondo me il rapporto con la famiglia Garrone si è rotto proprio in quel momento

  42. Davide 797 ha detto:

    Complimenti Maurizio, il tuo articolo riporta ad anni passati, vissuti e intensi, da Doriano e uomo. Un bel salto nel passato, tra aneddoti e speranze, con molte gioie e qualche amarezza, ciao Duccio!

  43. Andre82 ha detto:

    Bellissimo pezzo davvero, fa capire la differenza di vedute tra chi conosce una persona e chi invece no. Io l’ho sempre rispettato come uomo e presidente per quello che ha fatto per noi, nonostante sia stato tirato dentro alla Samp quasi a forza. Purtroppo ci ha lasciato in eredità Edoardo come purtroppo fece Mantovani con Enrico. Fa sempre bene comunque ricordare le vicende della Samp in periodo più lieti.
    Grazie

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