DOVE ERAVAMO RIMASTI…

8 ott 2018 by Maurizio.Michieli, 0 Commenti »

Dove eravamo rimasti? Ben ritrovati amici di Samplace, prestigioso blog di Sampdoria dove le fantasie volano libere. Ringrazio i colleghi che avevano raccolto la mia eredità e che adesso mi hanno ripassato il testimone nella grande casa di Primocanale, dove ho l’onore e il piacere di continuare la mia avventura professionale. L’emozione è forte e il modo migliore per superarla è entrare subito nel vivo della vittoria di Bergamo, la seconda consecutiva sotto la gestione Giampaolo. Eh sì, ero e resto un “giampaoliano” di ferro, anche e soprattutto nelle difficoltà. In queste due stagioni e quasi mezza, ne ho sentite di tutti i colori: talebano, triste, integralista. Per soprassedere su “ha mandato via Zapata per Defrel”, “la difesa prende un sacco di gol”, “sì, vabbé, chi se ne frega di battere Juventus, Roma, Inter, Milan e Napoli se poi si perde a Benevento”. Intendiamoci: Giampaolo, in quanto allenatore ed essere umano, non è certo perfetto, sbaglia anche lui e sulle singole questioni può e deve essere criticato. Ma ne ho davvero letto e sentito troppe di ingenerose sul suo conto per non indignarmi. A volte ci si dimentica di chi va in campo, degli interpreti. L’organizzazione difensiva di Giampaolo è sempre la stessa, ma gli attori sono diversi: Audero, Andersen, Tonelli, lo stesso Colley sono più bravi dei loro predecessori. Bere e Murru vantano un anno di addestramento in più. La squadra, poi, ha sempre una sua identità, nonostante le rivoluzioni di mercato. Torreira è andato via a trenta milioni ed è stato sostituito con Ekdal, pagato due e mezzo. Solo per fare un esempio. Chiaro che con l’Atalanta poteva accadere di tutto, potevano vincere anche loro, quando si giocano le partite è così, specie tra due tecnico come Gasperini e Giampaolo. Io sposo questa linea, sempre e comunque. Lo farò anche quando arriveranno le sconfitte e la classifica si ridimensionerà. Su questo non mi faccio illusioni. Ma viva la Samp di Giampaolo, a cui la società dimostra di saper dare linfa senza sfasciare un bilancio appeso non alle risorse del “padrone” ma alla gestione finanziaria. Per ora mi fermo e lascio spazio a voi, sarà un piacere leggere e integrare i vostri commenti. Un abbraccio a tutti.

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