SILENZIO

10 Ott 2014 by andrea.lazzara, 10 Commenti »

Amici di Samplace, vi chiedo per qualche giorno di rispettare un silenzio calcistico per non dimenticare l’ennesima tragedia che ha colpito la nostra città. Parlare di calcio, ora non ha senso. Da lunedì torneremo a farlo sul post precedente. Grazie

10 Commenti

  1. Luca ha detto:

    Giusto il silenzio ! Ma solo per il calcio per quello che e’ successo facciamoci sentire eccome!!!

  2. Lollo ha detto:

    Credo sia giunto il momento di fare sentire a chi governa, Comune, Provincia, regione e Stato, tutto quello che proviamo: dolore, smarrimento, rabbia, frustrazione, senso di abbandono; ogni volta siamo tutti a dire ” mai più ” ma ogni volta la catastrofe si ripete e si ripete peggio di prima, se non è Genova, sono le Cinque Terre, se non sono le Cinque Terre è la Sardegna o Senigallia, o Messina. La sensazione è quella di un paese allo sfascio, con ” una specie di Stato ” per dirla con il pur non simpatico ( a me ) Gramellini. Quello che è stato fatto fino a qui evidentemente non basta, lo dicono i fatti, purtroppo; lo dicono i troppi morti. La sicurezza del territorio , delle case , delle scuole deve essere la priorità e non ci deve essere TAR o ricorso che tenga !! Alziamo la voce perchè è già tardi !!

  3. ale ha detto:

    Caro Andrea,
    purtroppo siamo di nuovo nella bratta.
    Vorrei dire una cosa sperando di non urtare la sensibilità di nessuno. Io e il mio compagno abbiamo passato molto tempo in Asia. L’altra sera quando pioveva fortissimo da ore e ore entrambi ci siamo guardati e ci siamo detti …”sembra un monsone!”.
    Io temo che il tipo di urbanizzazione che abbiamo sia incompatibile con il cambiamento climatico in atto. Premesso che si devono pulire i torrenti e fare lo scolmatore, ci sono zone della città dove -secondome- è troppo pericoloso avere attività sotto livello strada.
    Senza giustificare nessuno naturalmente su quanto si poteva fare.
    Credo che alcune volte la realtà sia dolorosa e addirittura innaccettabile.
    Ma resta sempre la realtà.
    Purtroppo siamo noi esseri umani a doverci adattare se le condizioni climatiche non sono più quelle di 60 anni fa. Non possiamo pretendere che siano i torrenti ad adattarsi a noi. Tanto non lo fanno
    Un abbraccio a tutti

    • Bulgaro ha detto:

      Ale, sono d’accordo con te sui cambiamenti climatici; ci stiamo neanche troppo lentamente tropicalizzando.

      Pero` la domanda e`, a cosa serve un amministrazione se non ad amministrare il territorio, a correggere errori e a proporre nuove situazioni?

      Qui siamo sempre tutti a cedere all’ineluttabilita` della cementificazione selvaggia degli anni 60-70, a scaricare il barile, ma sempre sul pezzo se si parla di cemento e centri commerciali.

      Nel 1992 o 3 non ricordo bene, sono uscito dallo stadio dopo una partita in piena alluvione e come me altre migliaia di persone. Ricordo ancora oggi l’ansia ad attraversare il ponte davanti a staglieno con il torrente a filo delle volte … da allora sono passati 20 anni e non e` cambiato NIENTE.
      Pensa se il disastro di giovedi sera fosse capitato in concomitanza con una partita serale … invece di un morto se ne sarebbero potuti contare a decine.

      Non si puo` solo aspettare, se la citta` va` ricostruita per la salvaguardia dei cittadini, allora si deve ricostruire, un po` alla volta, col tempo, ma si deve fare.
      Mi fa` piacere la notizia che ho letto oggi in cui Burlando avvisa che firma lo sblocco dei lavori, che non ci sono preclusioni giudiziare a poter incaricare la societa` vincitrice della gara a fare i lavori … la domanda che mi pongo e` perche` non lo ha fatto prima? Lui stesso ha raccontato al mondo che era una vergogna questa situazione e poi si sblocca tutto in meno di una settimana? mah …
      Io credo che ci sia un gran disinteresse alla gestione del territorio e si muove qualcosa sempre e soltanto dopo eventi drammatici, fino a che non si calmano le acque e poi via tutto placido ed inerte come prima …

      • ale ha detto:

        Tutto giusto Bulgaro. Aggiungerei che né i soggetti preposti (ARPAL, Protezione Civile, Uffici tecnici del comune, della regione. Vigili del fuoco) ne i cittadini che vivono vicino al Bisagno (nessuno è stato ancora abbastanza chiaro con loro secondo me) hanno ancora chiaro il pericolo che si corre SEMPRE (allerta o non allerta) quando piove fortissimo per tempi anche brevi. Ci dovrebbe essere un sistema che non consente ai tecnici dall’Arpal di andare a casa alle 18:30 se sta piovendo a dirotto. Anche se i loro cazzo (ops!) di modelli matematici prevedono che finirà tra 10 minuti. Te ne vai tra 11 minuti. E se non smette non te ne vai. Cidovrebbe essere un sistema di allarme (altoparlanti?) che se piove forte da un’ora allerta tutti coloro che stanno vicino alBisagno disalire ai piani alti. E i cittadini dovrebbero farlo spontaneamente ogni volta che piove forte per molto -o poco dipende dall’intensità-. Lo so che ci sembra una follia ma all’estero nei posti dove queste cose succedono spesso e da centinaia di anni lo fanno!
        Lo scolmatore ci vorranno anni a farlo, nel frattempo bisogna cercare di adattarsi e limitare al massimo i danni, almeno in termini di vite.
        Scusate non voglio fare la maestrina ma a me sembra incredibile che queste minime cose non si facciano!
        Un grazie a tutti coloro che spalano e un abbraccio a tutti coloro che hanno subito un danno.
        Saluti

        • dario ha detto:

          Ciao a tutti, sottoscrivo e quoto tutti i post a cui sto rispondendo, ogni singola parola. Secondo me manca un po’ di cultura della sicurezza a tutti i livelli, popolazione, amminsitrazione, governo, enti di vario tipo.
          Non ci vuole una scienza per dir quel che sto per dire ma comunque sono quasi laureato in Ingegneria dell’Ambiente. Il rischio idrogeologico è proprio una delle prerogative del mio corso e da anni il mio professore in Idraulica si batte contro la copertura del Bisagno… Dentro a quell’imbuto possono scorrere al massimo 500-600 metri cubi di acqua al secondo mentre nel corso di quest’ultima alluvione ne sono giunti circa 1000 al secondo… Il doppio! Si è giunti così all’intasamento dell’imbuto e all’alluvione e quando succede una cosa simile alla foce di un torrente, gli effetti si propagano con il rischio di esondazioni anche degli affluenti.
          Questa situazione esiste dagli anni 30. Finchè non si risolverà la situazione di questa copertura (abbatterla? Mi sembra sia meglio la sicurezza che il traffico, ampliarla?) il rischio del ripetersi delle tragedie sarà del 100%. I progetti di cui tanto si parla (bloccati per questioni fantascientiche) mirati ad aumentare il volume defluibile probabilmente non saranno sufficienti.
          Neanche io voglio fare la maestrina ma perchè darsi la zappa sui piedi in questo modo? Abbiamo tanti problemi enormi come questo della Foce sparsi per tutta Italia e, boh, ci si occupa delle cavolate.
          Intanto, da tifoso di calcio, spero che il calcio, il Presidente Ferrero e tutti i personaggi a cui sta chiedendo aiuto si mobilitino seriamente e che l’Italia, possa essere vicina ed essere Nazione ancora prima di Stato nei confronti di queste situazioni sia a Genova che nel resto del paese. Cavolo siamo l’ ITALIA!

    • Maraschi ha detto:

      Sui mutamenti climatici non sono d’accordo. Nel 70 avevo 14 anni, sono andato anch’io a spalare rischiando infezioni, senza guanti, al Museo di Storia Naturale, e anche allora (44 anni fa) si era parlato di piogge monsoniche, poi, per 23 anni non è successo niente di grave e poi ancora per altri 18.
      Sono invece perfettamente d’accordo sul fatto che certe attività e certe abitazioni sono a rischio permanente, pensate che nel 70 c’erano campi di calcio con annessi spogliatoi sul greto del Bisagno (il Grifone, a Marassi e il Ponte Carrega e altri) poi spazzati via dall’alluvione.

  4. Massimo Pittaluga ha detto:

    Ciao a tutti. Mi associo ad Ale. Sono anni che il clima sta cambiando (forse per colpa anche delle nostre abitudini come genere umano anzi sicuramente).. Siamo attenti a star bene ormai come singoli e non come collettività, a guardare il nostro orticello e a lasciar proliferare qualunquisti e populisti in politica (Renzi, Grillo e prima Berlusca etc) ed abbiamo abdicato come comunità spesso al senso del dovere perdendo così piano piano i nostri diritti a scapito di poche elite che ormai si stanno riprendendo quello che cent’anni fa avevano perso. Premetto che faccio di mestiere l’imprenditore e non sono un vecchio comunista anzi sono di estrazione liberale, ma resta il fatto che dobbiamo comprendere come cittadini che per stare insieme e non andare a pezzi, come sta accadendo, bisogna trovare un senso di comunità vera, di rispetto reciproco e delle libertà altrui ma anche avere come comunità più senso del dovere. Oggi siamo all’abominio contrario. Renzi che fa il leader del Labour e incensa marchionne…che aspettarsi del resto da un presidente del consiglio che vuol vendere le uniche industrie di stato che funzionano come ENI? Grillo che sta a Roma alla festa dei 5 stelle quando la sua città è piena di fango e i suoi concittadini spalano e tanti hanno perso tutto o quasi. Poi arriva in scooter da finto uomo del popolo con scorta occulta neanche poi tanto appena viene contestato (e caspita lo avevo anche votato!). Credo però che se il paese è in mano a Renzi e Valchirie Ministre o Poletti vari da un lato e dall’altro l’alternativa è un pallone che purtroppo si è sgonfiato come Grillo la responsabilità sia principalmente nostra che ci siamo anestetizzati pensando di dare a tizio o caio la responsabilità di fare le cose. Forse è il momento di capire che i Masaniello di turno non servono a nulla e che anzi sono un modo di levarsi responsabilità che da singoli nella comunità tendiamo a non volerci prendere. I Renzi o i Grillo non ci risolveranno mai nulla come nulla hanno risolto i Berlusconi per poi tornare indietro ai vari uomini della provvidenza. Per questo non me la sento di impalare Doria che è specchio di una situazione. Nel rispetto reciproco ci si deve riprendere in mano la propria città e il proprio territorio e poi pretendere e scusate il termine incazzarsi se le cose non vengono fatte. Un esempio può essere pressare Burlando and Co al fine di dimettersi e mettere a capo del progetto Bisagno tecnici competenti che abbiano il concetto di quello che fanno e che non siano come sempre mischiati con la politica a 360 gradi. Bisogna cambiare verso veramente nel senso dell’efficienza perchè continuare a lasciare in mano a gente che da 30 anni è li a tenere le poltrone non credo sia una bella idea visti già gli esordi con il sottopasso di caricamento per le Colombiane. Incominciamo a chiedere a certa gente di farsi da parte e pretendere che i ruoli tecnici siano coperti da gente competente e non da raccoglitori di voti per essere gentili. Certe disgrazie sono anche occasione per guardarsi in faccia e cominciare da noi stessi a cambiare. Io spero che ci si riesca anche se la vedo dura. spesso passata la nottata si torna a dimenticarsi del recente passato…altrimenti i Burlando, gli Scajola i Renzi che passa da 100 a 1000 giorni non li avremmo. Avremmo avuto personaggi di altra caratura che purtroppo dall’Italia scappano, vedasi emigrazione all’estero.

  5. El Cabezon ha detto:

    Andrea, permettimi di ringraziare te e i tuoi colleghi di Primocanale per l’incredibile lavoro che avete svolto in questi giorni e in particolare nella drammatica notte dell’alluvione: in quei terribili momenti, col cuore in gola e l’ansia per quel che stava succedendo e che avrebbe potuto colpire anche la mia attività ( io sono stato fortunato ) avete rappresentato una sorta di appiglio informativo ma soprattutto morale che personalmente non dimenticherò…grazie!

  6. gianfra ha detto:

    Genova e certe zone in particolare, troppe volte sono state colpite da questi disastri climatici, il clima è mutato è vero, ma con questi cambiamenti dovremo pur conviverci, in futuro intervenendo sul territorio.
    Questo non è il momento delle chiacchiere ,ne quello delle polemiche o dello scaricabarile, solo il momento di rimboccarsi le maniche, ma anche quello di chiedere a chi di dovere di essere tutelati maggiormente, nel presente e nel futuro.
    Infine tutta la mia solidarietà a chi è stato colpito.

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