ALL’ASSALTO IN GRIFFE

3 Feb 2007 by Giovanni Porcella, 58 Commenti »

In un paese in cui a scuola non si registrano le lezioni, ma sesso matto con compagni e compagne o addirittura con le professoresse, in un paese dove i vicini di casa ti ammazzano perchè fai rumore, in un paese in cui devastare un treno è normale, in un paese folle, non puo’ comunque passare inosservato un’altra clamorosa immagine nel drammatico dopo partita tra Catania e Palermo dove è morto un poliziotto, che è lo specchio di un paese senza memoria, senza morale, senza dignità e forse senza futuro: l’ultrà catanese con giubbotto di Dolce e Gabbana che scaraventava un estintore o qualcosaltro contro un’auto della polizia. Insomma, soprattutto i giovani (quanti monorenni tra gli arrestati) hanno ufficialmente tutto, dalla tecnologie agli abiti firmati, ma nessuno puo’ comprare loro l’educazione, il rispetto e il cervello. Il calcio c’entra, ma come dodici anni fa con l’uccisione di Spagnolo a Genova, anche a Catania la partita, gli arbitri, e tutto il carrozzone non ha fatto per nulla da detonatore. Allora nel 95 fu un regolamento di conti tra ultrà, l’altra sera si è trattato di un agguato, sembrerebbe addirittura preparato da giorni, alle forze dell’ordine. Ora tocca alla politica prendere decisioni serie. Io penso onestamente che invece il calcio deve riflettere se hanno ancora senso sopportare i gruppi di tifosi sotto insegne ultrà che tra commistioni politiche e disperazione diventano una bomba di difficile gestione che a volte scoppia lasciando morte e desolazione. Riprendiamoci gli stadi e facciamo tutti un passo indietro, magari pronti a non fare processi se uno dice o scrive qualcosa di sbagliato, se c’è un rigore dato o non dato o se la propria squadra per colpa di Tizio Caio o Sempronio. Ma temo che il problema sia molto piu’ in alto o piu’ in basso, fate voi, perchè sta nelel radici profone di un malessere sociale che in questo paese si vede e si sente ovunque per poi esplodere dove c’è aggregazione, ovvero sugli spalti.   Š

58 Commenti

  1. Elisa says:

    da tifosa del Genoa condivido pienamente tutto ciò che hai scritto..ogni singola parola..bisogna dare un taglio a qsta violenza..a questi continui massacri…..bisogna difendere il calcio e quello che di buono c’è ancora in questo sport….bisogna allontanare quelle specie di tifosi che approfittano di una partita per sfogarela rabbia che hanno dentro…se fossero veri tifosi inciterebbero la squadra invece di tirare bombe e di caricare…. se mi permetti Giovanni prenderei il tuo articolo e lo metterei nel mio blog….ovviamente con il tuo permesso……fammi sapere,elisa

  2. Tony says:

    Caro Giovanni, tutto giusto quello che tu dici, ma, purtroppo, cosa ci dobbiamo aspettare di buono, dal momento che esistono turpi individui che, pur in questi tragici momenti.si permettono di scrivere certe nefandezze come quelle apparse sui muri dello stadio di Livorno? Se non rispettano nemmeno la memoria di chi ha dato la vita per difendere anche la loro libertà, pretendiamo che possano cambiare in meglio? E non mi si venga a dire che sono pochi imbecilli… Sino a che la politica continuerà a convivere con certe frange che, nel nome dello sport, si permettono di compiere azioni da guerra civile, nulla cambierà. E, credimi Giovanni, il nocciolo della questione è tutto lì.

  3. fabrizio morchio says:

    Caro Giovanni io concordo con pienamente con la tua disamina ma dimmi quali possono essere le decisioni forti che si possono prendere dopo una tragedia del genere. Certo non sospendere il campionato per una settimana (certamente era un atto dovuto da parte della lega), dovrebbero avere il coraggio di radiare il catania come hanno fatto con la squadra calabrese la settimana scorsa ma anche in quel caso chi ci rimetterebbe sarebbe oltre alla società, la parte sana della tifoseria incolpevole davanti a simili fatti. Temo che dovremmo rassegnarci ad ascoltare ore di inutili discussioni nelle varie trasmissioni dove tutti avranno il loro rimedio a questo male incurabile per poi ripartire nuovamente la prossima settimana come se nulla fosse accaduto.
    L’unica cosa certa di tutta questa situazione è il vuoto che lascerà il poliziotto nella propria famiglia che sarà poi l’unica a pagare veramente caro e alla quale va tutto il mio cordoglio. Grazie per lo spazio. Fabrizio

  4. Giuse010 says:

    Tutte parole vere, Giovanni! Cosa dell’altro mondo!
    Ma a proposito di mondo, in quale viviamo noi, con tutte queste cose che succedono, soprattutto tra i giovanissimi.
    E poi cosa potrebbero desiderare di più gli adolescenti di oggi, hanno tutto, rispetto a quelli di una trentina di anni fa, e forse è proprio questo… Hanno tanto troppo e voglio sempre di più. E non vogliono mai sentire la parola NO!!! Per loro esiste solo: ” La voglio, me la prendo!”. Secondo me il calcio c’entra ben poco, come tutto lo sport in generale.Il problema secondo me è più in profondità, nel sociale, nella famiglia. Non voglio fare un erba un fascio, ma tante cose che succedono oggi fatte dai giovanissimi sono dovute, forse, alla troppa libertà e ai troppi sì detti dai genitori. Può essere che mi sbaglio, ma per risolvere il problema, che sta diventando sempre più grande, bisogna iniziare tra le mura di casa. Ognuno deve avere il suo compito. Ogni singolo cittadino deve fare qualcosa. Ad ognuno il suo compito, le istituzioni puniscano severamente e veramente chi sbaglia, chi educa i bambini lo faccia veramente insegnando i valori e il rispetto, le persone per strada aiutino chi ha bisogno di aiuto. Spero di aver spiegato il concetto. Per risolvere questa piaga terribile, tutti noi dobbiamo fare qualcosa.
    Grazie Giovanni dello spazio che ci dai!
    Sperando di trovare un mondo migliore…

    SEMPRE FORZA GENOA!!!

    Giuse010

    P.s.Un saluto da Napoli!

  5. Giuse010 says:

    Un’altra cosa: volevo esprimere attraverso voi le mie condoglianze alla famiglia del povero poliziotto ucciso. Sono vicino alla sua famiglia, i suoi genitori, alla moglie e ai due poveri piccoli.

    Ma in che mondo viviamo?

    Ciao
    Giuse010

  6. Marco says:

    Hai ragione caro Giovanni.Bisogna, a mio parere, iniziare a usare il pugno duro, contro ogni violenza.In questo paese, dove se uccidi una persona ti danno l’indulto, la violenza non può altro che incrementare. Bisogna usare il pugno duro,episodi come ieri non devono più accadere!
    Non si puàò giocare in stadi non sicuri, dove l’omologazione dello stadio è assente, bisogna far giocare le partite a porte chiuse, qui a Genova abbiamo pagato fior fiori di milioni per omologare Marassi, perchè dalle alre parti non è così??
    Per quanto riguarda il Catania, spero sinceramente in una radiazione dalla serie A, è il minimo per un episodio simile.

  7. Danilo says:

    Sono senza parole. Cito solo Rento Zero nella sua canzone “Fuorigioco”

    Hanno un aspetto enigmatico
    Un’andatura ignorante
    Uno sguardo diabolico
    Che paralizza chiunque…
    Inefficaci gli amuleti
    Meglio lo scudo stellare
    Se vuoi davvero disperderli
    Devi imparare a dribblare…
    Sembra una storia vecchia
    Di cent’anni fa… è già!
    Ma sono fatti di oggi…
    Le violenze i pestaggi…
    Un cuore colmo d’amarezza
    Tanto rumore per nulla
    In quella rabbia l’incertezza
    Qui l’amicizia non brilla
    Peccato che ti arrendi
    E non sorridi più… di più…
    Competere si può
    Pretendere non so
    Prevaricare mai…
    Lo stadio esulta
    Voglia di crescere
    Ma è sempre la ragione a perdere!
    Perchè i coltelli?
    Addio magia
    Chi vi ha sfruttati e offesi
    Ha una tribuna sua…
    Quell’ostentata fierezza
    E’ un arbitraggio parziale
    Vivi soltanto la domenica
    Tu non mi sembri normale
    Si può spendere altrove
    Tutta l’energia… se mai…
    Una squadra affiatata
    E’ la mia squadra preferita
    Lo stadio esulta
    Ci puoi scommettere
    Stavolta sarà l’odio a perdere!
    Solo fratelli
    Insieme qui
    Chi vi ha feriti e offesi
    E’ in fuori gioco sì…
    Non vi spegnete ragazzi
    Questa è la vostra partita
    Dimostrategli ancora
    Che su quel campo c’è vita…
    Di che bandiera sei
    Se non ci stai
    Più serenità
    O una sconfitta sarà… sicuro…
    Eccitante non so
    Davvero triste però… l’esempio
    Ti nascondi perchè
    Hai paura di te… allora…

  8. Corrado says:

    Io penso questo che bisogna assolutamente ripartire da zero formare una nuova cultura nei bambini dove allo stadio a trionfare siano le famiglie,gli amici,le coppie,non quelle stupide bande formate da pseudo-tifosi,che magari si collegano anche alla politica o qualcosa di pseudo-simile.
    Bisogna andare alle partite come a una festa tutti allegri e spensierati,non come se fosse questione di vita o di morte,dove fondamentale non è vincere ma partecipare,dove a essere presenti non siano le forze dell’ordine in assetto da guerra,ma magari tifosi a braccetto delle rispettive squadre che si sfottono e scommettono su chi vincerà o subirà goal per primo.Fantascenza? No basta crederci e avere voglia veramente di cambiare registro,altrimenti meglio dedicarsi ad altro,perchè morire per una partita di calcio è veramente troppo stupido e indegno di una umanità che si dichiara civile.
    Certo la voglia di ricominciare col calcio dopo lo schifo accaduto è veramente poca e comunque credo,a mio parere,che prima di ripartire bisognerebbe rivedere tutto e tutti insieme:società,giornalisti,calciatori,opinionisti,simpatizzanti,insomma tutti uniti,affinchè i valori umani prevalgano sempre su una stupidissima partita di calcio.

  9. riccardo says:

    Caro Giovanni,tutto giusto,ovvio,quello che dici anche se secondo me non vanno trascurati alcuni aspetti della vicenda.
    1)Radiazione a vita per i signori Foschi e Pulvirenti,rispettivamente direttore generale e presidente di Palermo e Catania.Davanti al finimondo che stava succedendo litigavano davanti alle telecamere come due bambini sulle decisioni arbitrali scaricando le colpe dei fatti in essere alla tifoseria avversaria.
    Un primo,piccolo passo .Leviamoci dalle scatole questi irresponsabili aizzatori di masse.
    2)Un dirigente ammazzato a calci alla fine di un incontro di terza categoria in Calabria.Una rissa con venti persone coinvolte al termine di un incontro di seconda categoria a Genova(Burlando-4 Mori).Se anche in categorie dove si paga di tasca propria per giocare succedono queste cose significa che in Italia non è la mentalità ultrà da cambiare ma la cultura sportiva.
    3)Gli stadi italiani sono diventati il covo sicuro di centinaia di attivisti politici(destra-sinistra poco importa)falci e martello,croci celtiche,svastiche.Dei porti franchi dove tutto è concesso.Riguardando le immagini-schock di Catania si può ben vedere come,dopo ogni carica della polizia,i teppisti si rifugino, nuovamente all’interno dello stadio.
    4)Il decreto-Pisanu ha avuto come unico effetto quello di far raddoppiare gli abbonamenti al digitale terrestre e a Sky.Gli stadi sono più insicuri di prima.Razzi,torcie e quant’altro passano ai controlli con una facilità inaudita.
    5)Infine.Guardatevi,sulla pelle di un morto la squallida guerra mediatica RAI-MEDIASET sull’opportunità o meno di ssospendere i campionati.Per la Rai è giusto.Per Mediaset,che detiene i diritti in chiaro,del carrozzone,ovviamente no.Come dire..toccatemi tutto…ma non il portafoglio.
    Grazie per l’attenzione.Un saluto ed un abbraccio a chi da ieri sera non ha più un papà ed un marito.Ucciso,non a Baghdad,Iraq ma a Catania,Italia.

  10. laura says:

    Ciao Giovanni, anche a me ha colpito molto quel teppista con il giubbetto Dolce e gabbana….ma sono tutti matti!! il dramma è che secondo me quelli non si rendono neanche conto di quello che commettono, loro pensano di giocare alla guerra e non capiscono niente di quello che commettono. Contro questa gente ci vuole solo la linea dura. Tolleranza meno di zero!!

  11. serena says:

    Caro Giovanni quello che è successo a Catania è veramente orribile..penso che tutto questo non abbia niente a che fare con il calcio. Certi “animali” non vanno di certo allo stadio per tifare la proprio squadra ma è un pretesto per poter compiere certi gesti…Alla base penso manchi una cultura che deve partire dai genitori, dalla scuola. basta assistere ad alcune partite di dilettanti in cui i genitori sono i primi ad esasperare l ambiente…come pretendiamo che poi i propri figli prendano il calcio come un modo per divertirsi e non vincere a tutti i costi? Cominciamo a togliere i vari gruppi ultra che per me fanno solo male al calcio, purtroppo la maggior parte sono veri delinquenti e non hanno niente a che vedere con noi veri tifosi…Come rimpiango gli anni in cui andavo allo stadio con mio padre anche in trasferta senza che succedesse niente anzi si poteva addirittura visitare la città senza paura…Purtroppo pur seguendo il genoa in casa dopo i vari episodi accaduti dopo che siamo andati in c ho veramente paura di andare in trasferta perchè mi sono trovata in mezzo a delle cariche con bambini e anziani pur non avendo nessuna colpa quando sei in mezzo a certi delinquenti purtroppo la polizia non guarda in faccia a nessuno, quindi evito di andare in trasferta e questo è veramente triste…é ancora più triste però il dolore della moglie e dei figli del poliziotto ucciso questo ci deve far riflettere e non poco…Un grande abbraccio a loro in questo momento di grande dolore…Saluto tutti…

  12. Enzo says:

    Caro Giovanni ieri sera mentre guardavo anteprima calcio mi sono sentito pugnalare alla schiena.
    io Genoano da sempre avevo realizzato um mio piccolo sogno, andare allo stadio con mio figlio (9 anni), io e lui insiemme con la stessa passione, io fiero di passare due ore spensierate con lui, senza di lui non andrei più allo stadio.
    Bene ieri sera mentre guardavo anteprima calcio mi ha detto “papà io non ci vengo più allo stadio”

    Non sò se torneò più allo stadio, dove perquisiscono mio figlio di nove anni e gli tolgono il tappo dalla coca cola mentre in gradinata scoppiano petardi e fumogeni. Ma io dò la colpa a questi politici che sanno solo litigare fra loro, fare leggi per non essere applicate o per i loro interessi.
    Domenica scorsa è stato ammazzato a calci un allenatore di calcio minorile e non si è fatto neanche un minuto di silenzio negli stadi, ora impediamo a migliaia di persone oneste di andare allo stadio e tra un mese è tutto come prima, calciopoli unsegna.

  13. dadde says:

    FOLLIA.
    DEGERAZIONE.

  14. Schumuc says:

    Dopo le ultime notizie ansa Murdoch ha organizzato una festa. Si! Chiudete gli stadi, tutti davanti alla televisione. Anzi no! Costruitene di nuovi come da anni vogliono Carraro Zamparini Spinelli e Garrone che i soldi del ‘90 li abbiamo finiti. Quanti bla bla “disinteressati”. Di EDUCAZIONE SPORTIVA naturalmente nessuno ne parla, ci si guadagna poco e non da visibilità. Le iniziative portate avanti da alcune tifoserie per creare ambienti sani all’interno degli stadi (Genoa con il club CHILDREN che porta 500 bambini allo stadio nelle partite diurne giocate al Ferraris o dell’Empoli con iniziative simili) non hanno avuta nessuna risonanza. Non sono abbastanza “torbide” chissenefotte. In prima pagina và il test di gravidanza della zoccoletta di turno con i possibili sedici papà. E’ questo che le persone “normali” vogliono leggere. Organizziamo una puntata speciale del processo e mi raccomando parlate solo 5 (cinque) per volta così nessuno può capire le cretinate che dite. (Roby 1893) Lasciate perdere le leggi speciali che se durano tre giorni lasciano il tempo che trovano, se durano di più…….. chiedete agli argentini, ai cileni o agli ex jugoslavi a cosa portano.
    Oggi si può leggere sul secoloxix un sunto delle notizie di questi 2 giorni in un editoriale di Lanfranco Vaccari in cui da colpe a tutti società, tifosi, ultrà non cita solo una categoria i giornalisti. Chissà perchè? Nessuno di loro ha mai mistificato le notizie per portarle a supporto delle loro tesi.
    P. S. nello stesso articolo cita la rivolta della tifoseria genovese contro la numerazione dei posti.
    Non c’è nulla da fare, tra 3 settimane, anche grazie ai direttori di giornali, tornerà tutto nel dimenticatoio.

  15. Andrea Casta... says:

    sono pienamente d’accordo con tony…

  16. Schumuc says:

    Oggi,domenica 4 febbraio,si è riunita la giunta del CONI,presente Franco Carraro! Mamma mia.Potrei accettare tutto,anche la chiusura definitiva del calcio in Italia,ma sentirsi rimproverati da chi ha gestito il calcio negli ultimi anni e da chi ha “governato” gli scandali del 2005 e 2006 proprio no!
    P.S.: A proposito di “giornalai” oggi la Rosea indica tra le tifoserie a rischio quella Rossoblù ed esclude il milan e la juve.Complimenti!Forse per cambiare il calcio basterebbe cambiare chi ne da notizia

  17. Schumuc says:

    Alla fine tutto si risolve nella costruzione di nuovi stadi.Sembra quasi tutto preconfezionato.Più che la Melandri sembrava la Gacomazzi & Co

  18. Federico84 says:

    Lunedì era l’anniversario della morte di Spagna, e come in tutti questi anni non è stato fatto niente per ricordarlo e per sensibilizzare l’opinione pubblica. So che non è molto, ma belin, la gente si fa tanto infinocchiare dalla pubblicità, che potrebbe anche funzionare un iniziativa del genere. Per il resto, io credo che sia un abuso fermare il campionato:

    1- aumenta il disagio sociale
    2- a pagare sono i più bravi (come quando la maestra alle elementari sentiva una pernacchia e faceva fare il compito di castigo a tutti)
    3- non si risolve niente!

    Ci vuole un intervento serio, occorre fare piazza pulita non solo tra i tifosi violenti, ma anche tra i poliziotti che abusano del loro potere e che si fanno corrompere. Sissignore, perchè di corruzione si tratta se dentro fanno la perquisizione solo ai vecchietti e alle famiglie, e poi scoppiano i petardi e impazzano i motorini. Quindi basta con le pagliacciate del decreto Pisanu: siamo capaci tutti a nasconderci dietro a un dito quando nei campi a rischio ci mandiamo chi muore per noi…

    E comunque: da venerdì sera due bambini sono senza padre e una moglie senza marito. Contemporaneamente chi ha tirato la bomba si guarda in tv e se la ride pure…

    Scusate lo sfogo ma era doveroso.

  19. Marco63 says:

    Giovanni buon giorno, quanto accaduto è sencondo il mio modestissimo parere inqualificabile; come al solito per capire che siamo fuori da ogni logica ci deve scappare il morto (2 in due settimane). Tutte le disgrazie avvenute precedentemente non sono servite a niente anzi ogni volta è sempre peggio.
    Io sono un tifoso, a cui è sempre piaciuto il calcio e per più di 30 anni sono andato allo stadio in curva ed in trasferta, ma da 12 anni a questa parte il tutto mi è scaduto e da 3 non varco più i cancelli di un campo per la sola paura di trovarmi in mezzo a qualche episodio come successe 12 anni fà a Genova e Venerdì sera a Catania. Ormai il calcio putroppo lo quardo in TV o lo ascolto alla radio, peccato rovinare uno sport e tutta la cornice per colpa dei soliti noti e sottolineo soliti noti.
    Un’ultima considerazione CONI, FDERAZIONE e LEGA da una parte ed il GOVERNO dall’altra spero che prendano decisioni tali da impedire a tutti coloro che si sono macchiati di reati collegati a questo sport di essere puniti in maniera esemplare e soprattutto che scontino la pena senza poter ottenere benefici o privilegi.
    Basta violenza, razzismo e politica all’interno dei nostri stadi.
    Un saluto a tutti e un profondo ringraziamento a tutti i tutori dell’ordine impegnati tutti i giorni a proteggerci.

  20. Maria says:

    sono stanca di sentire parlare male
    della nostra tifoseria,sino ad oggi
    siamo stati gli unici a pagare…
    sia fisicamente…..(SPAGNA)
    sia moralmente……(retrocessione)
    un po’piu’ di rispetto per piacere!!!!

  21. stella says:

    Premesso che non e’ possibile morire cosi’, il calcio e’ un gioco non una guerra! Premesso che condivido quanto ha scritto Giovanni vorrei farvi una domanda: davvero nessuno sa delle scritte sul muro della chiesa di Piazza Alimonda. Perche’?
    I poliziotti e carabinieri nello svolgimento del loro lavoro rappresentano lo Stato!
    Condoglianze alla famiglia

  22. enrico says:

    Troppo facile addebitare al calcio quel che è un problema della società. Giovanni hai fatto giusti esempi di recenti accadimenti, però credimi nessuno cerca soluzioni e tutti sottovalutano questo senso di frustazione, questa forte ignoranza e maleducazione che affligge tutti.
    Sono convinto che in molti ieri fossero davanti le loro Tv a seguire i vari “show” che hanno trattato l’argomento. Ma in che percentuale qualche padre (o genitore) avrà cercato di spiegare al figlio o di dialogare con lui (se in grado di farlo), lo schifo dei comportamenti contenuti in quelle immagini??

    Anche tu cadi nel luogo comune: questi giovani hanno tutto, con le griffe, sono viziati, coccolati. Non pensi però che i giovani (se così superficialmente inquadrati) siano frutto di una società impostata precedentemente?? Fatta da persone della tua età o anche più anziana che evidentemente attraverso genitori, religione, insegnanti scolastici ecc.. nessuno è stato in grado di educarlo ?

    Io ho 30 anni, ritengo di vivere la mia vita e di aver vissuto la mia adolescenza in maniera lineare educato (?) a conformarmi alle impostazioni sociali dei vari contesti. Non ho mai avuto problemi ne creati a terzi. Non ho mai avuto bisogno di cartelli, regolamenti, divieti o leggi severe, per scegliere il comportamento da adottare. Allo stadio come su un autobus o in pizzeria o in casa.

    Nel periodo di natale ero in riviera in vacanza, in spiaggia (visto il tempo primaverile). Inizio a sentire scoppiare raudi. La cosa va avanti per 20 lunghi minuti. Tutti quelli vicini a me (miei coetanei e non) si alzano a vedere cosa succedeva. Beh erano padre e figlio, il padre avrà avuto 15 anni più di me e si beava della situazione, sostenendo il figlio sui 10 anni. Il padre accendeva la bombetta e il figlio la buttava sulla sabbia a pochi metri dalla gente. Il vaff.. di qualche pescatore e successivamente degli spiaggiati lo hanno allontanato, ancora risentito, quasi avesse ragione.
    Che educazione, che esempio dato a quel figlio, futuro uomo di questa società….

  23. Corrado says:

    Caro Giò ieri ho visto la trasmissione Anteprima goal sera e l’ho trovata interessante,anche se sarebbe stato meglio parlare del solito,perchè non spingete di più anche in altre puntate su argomenti similari? Cioè calcio giocato sì ma non solo,anche un pò di politica sportiva non guasta anzi aiuta a crescere e vedere il calcio sotto altre angolazioni,tanto più che tra Onofri,Cesari,Pirito e voi giornalisti,sicuramente avete le doti per allargare il discorso a temi più impegnativi ma non per questo noiosi.Per esempio ieri mi è piaciuto molto sentire dire da Michieli che certamente 2 settimane non possono fare nulla,opinione senza dubbio condivisibile da tutti,meno che le società sportive per le quali THE SHOW MUST GO HOME è una religione alla faccia di ogni vita umana persa anche in nome loro.
    Grazie per il vostro impegno affinchè non si parli di calcio in modo banale e violento e partigiano.

  24. Nicola says:

    Corrado, guarda che non sono le società quelle per cui THE SHOW MUST GO ON (non home che vuole dire l’esatto opposto), bensì l’intero nostro sistema.
    Ti sei mai domandato perchè non vengono mandati in castigo per qualche tempo anche gli spettacoli televisivi che incitano alla violenza, o quelli tipo grande fratello, nei quali il fattore diseducativo la fa da padrone alla grande, anzi alla grandissima.
    Oppure perchè -come giustamente osserva Giovanni- la scuola che è quanto di peggio esista a livello europeo la si lasci sprofondare così, fra finte riforme e verissimi scadimenti di qualità ?
    Perchè non è questione di spettacolo che deve proseguire, ma è questione che viviamo in un paese dove quasi nulla funziona, soprattutto a livello di educazione e di ordine pubblico.
    E allora che fai, blocchi il paese per manifesta ingovernabilità ?
    Chiudi il sud Italia perchè è un far west ?
    Chiudi le banche, perché ogni 3 x 2 c’è una rapina col morto ?
    Svuoti le villette a schiera della tranquilla provincia, perchè c’è il rischio che se uno fa casino in cucina l’altro gli entra in casa e lo massacra a colpi di coltello?
    Vediamo bene di non confondere il lutto (giusto fermare tutto per sottolineare la gravità dell’episodio), con il provvedimento atto a risolvere o meglio a tamponare.
    Cosa risolve chi ora alza la voce e chiede durezza a suon di spalti deserti ?
    Nulla, solamente scarica il barile, prende le distanze, sbologna ad altri il problema.
    La cara signora Melandri, ministro delle politiche giovanili, il cui ministero sta all’Italia come il ministero dell’agricoltura sta al Sudan (cioè non prendiamoci in giro), ora alza la voce.
    Ma basta fare uno zapping alla televisione per vedere quanto in Italia l’unica politica applicata ai giovani è quella di accaparrarsi il loro voto, dando loro in pasto una realtà che non esiste.
    Altro che ipocrisie del tipo fermiamoci per dare un segnale,…….si, certo, e per scaricare un bel barile sulle società di calcio, dato che come leggi, ordine publico, e prevenzione la nostra classe dirigente non in grado di fare nulla.
    Questa è la verità, gli slogan sono demagogia.

  25. Corrado says:

    Carissimo Nicola grazie per il on e no home cosa vuoi avendo 40 anni….sarà la vecchiaia,ma vedi quello che volevo dire è che se si fa dello sport non eiste al mondo che questo produca dei morti siano essi polizziotti che ultras.
    Secondo me tu sbagli quando dici le banche,le villette,il nostro sud,la televisione perchè vedi il calcio pur essendo un gioco per milionari(in euro) dovrebbe sempre restare un divertimento un gioco per noi spettatori almeno e quindi io quando discuto di calcio con una persona non mi aspetto che questa magari perchè non si trova d’accordo con me mi spara o magari se sono fortunato mi tira un pugno in faccia ok?
    Mi rendo conto che invece in molti casi è così ma vedi penso che ora sia giunto il momento di dire basta di cambiare registro di arrivare insomma come nel rugby dove la battaglia e che battaglia è in campo poi fuori tutti a bersi una bella birra!
    Per il resto tranquillo non sono ceco so benissimo che l’Italia è il paese che è tra l’altro penso che nel tuo elenco manchino le stragi di stato senza colpevoli tipo Ustica o altro,insomma che il nostro bel paese non sia esempio di democrazia perfetta me la sono data anche io però ci sono momenti che veramente un morto va rispettato affinchè persone come me e te continuino civilmente a scambiarsi opinioni
    Un caro saluto

  26. Patrizia says:

    La violenza nel calcio non ha niente a che fare con lo sport “calcio”. La violenza è una tenebra che avvolge questo mondo e lo offusca con i suoi terribili tentacoli. L’appiattimento morale, la mancanza di dogmi, genera una mera ferocia e brutalità ed esplode in questa società malata, priva di qualsiasi principio etico, di qualsiasi forma di empatia, nel non riconoscere più se stesso nell’altra persona. Crea un pretesto per lo sviluppo di gang organizzate, di ultrà, di criminali che per noia, per irrisione, per ideali di pericolosa superiorità e chissà cos’altro, fa del mondo calcio il suo habitat ideale, intrufolandosi negli stadi, generando mostruosità e morte.

    Il calcio è sport. Il calcio è muscoli, sudore, occhi svelti e ginocchia sbucciate. Il calcio è fallo sul campo punito dall’arbitro, è accettazione passiva ma serena dell’errore, è la svista arbitrale sopportata in silenzio. Il calcio è dignità dello sportivo. Il calcio è Genoa, Napoli, Roma, Torino, Inter, Pizzighettone, Sanremese, Lavagnese, Borgorosso…Il calcio è serie A, serie B, C, Promozione, dilettanti, dopolavoro, oratorio; è campi d’erba verde o terra polverosa, è odore di cuoio nello spogliatoio, di vapore di docce…il calcio è amore per un pallone di diversi colori.

    E’ giunta l’ora che qualcuno sappia prendere delle decisioni serie perchè nel calcio, non si debba più morire. Perchè possiamo ritornare coi nostri bambini a guardare da vicino quell’erba verde, a sentire il profumo dello stadio, ad amare quelle maglie sudate. Perchè ora ci manca il coraggio.
    E perchè torni il rispetto tra gli uomini. Perchè Filippo Raciti era anche nostro padre, nostro figlio e nostro marito.

  27. Nicola says:

    Carissimo Corrado, hai ragione, esisitono delle priorità a questo mondo, e dunque non è pensabile abbinare la morte a uno sport.
    Però in Italia il calcio NON è uno sport, è qualcosa di più, con buona pace di tutti, è il caleidoscopio della società, e come tale ne è l’immagine.
    C’è tutto dentro, il ricco il povero il furbo lo scemo il tossico l’onesto il violento l’obiettivo il caprone il delinquente, e questo da anni e anni, non da sabato.
    Non possiamo cascare dall’albero improvvisamente, come -furbescamente- fanno molti nostri politici, sperando di tirarsi dietro più gente possibile.
    O perlomeno, io non gli vado dietro con frasi tipo facciamo tutti un passo indietro. NO
    E’ lo stato che deve fare un passo avanti e:
    -Adeguare le norme
    -Farle RISPETTARE (anche da Roma in giù)
    -Preoccuparsi dell’educazione sportiva (e non solo) dei ns. giovani, e in ogni caso della nostra gente.
    -Premiare gli onesti, e non i furbi
    -Darsi una credibilità che ormai ha perso da anni.
    Solo così, a mio parere, parecchie assurdità comprese quelle legate al calcio non accadranno più, e potremo essere considerati un Paese civile.
    Cosa che attualmente non siamo.
    Un caro saluto anche a te

  28. Corrado says:

    Carissima Patri bel post il tuo passionale il giusto,sincero sino il midollo e poi mi è piaciuto molto il finale delle famiglie,il rispetto tra gli uomini e infine penso anche io che Filippo Raciti sia un mio fratello,padre,amico e altro morto per noi per non dimenticare che prima di tutto siamo esseri umani.
    Con affetto

  29. fabrizio morchio says:

    Il calcio non può chiudere, i morti sono parte del sistema. La Fiat per rilanciarsi non si è certo fermata… Noi – spiega Matarrese – siamo addolorati, ma lo spettacolo deve continuare. La Fiat non è che per rilanciarsi ha dovuto fermare le macchine. Ecco, noi vogliamo copiare il rilancio che ha avuto Fiat. I morti del sistema calcistico purtroppo fanno parte di questo grandissimo movimento che le forze dell’ordine ancora non riescono a controllare”.
    Il calcio quanto dovrebbe stare chiuso? “Il calcio – conclude Matarrese – non si deve mai chiudere. È la regola principale: questa è una industria che paga i suoi prezzi. Si può pensare che un’industria chiuda i suoi impianti e poi li riapra chissà quando?”.

    MI VIENE DA VOMITARE A LEGGERE CERTE DICHIARAZIONI, QUESTO PERSONAGGIO DOVREBBE SPARIRE DAL MONDO DELLO SPORT!

  30. Corrado says:

    Caro Nick vedi partendo da due posizioni diverse (non troppo)al fine siamo d’accordo,intendo dire che le cose dette da te per me non sono stupidaggini però aspettarsi qualcosa sempre dalo stato,specie quando si è in Italia credo che sia…dura,anche se doveroso provarci.
    Per lo sport no credo che noi dal basso dobbiamo essere i primi per esempio nella formazione dei figli,quanti padri col figliolo che gioca a pallone che inculcano loro strane idee,ma questo accade anche a me con la figlia che va a scuola di danza,dove ti posso garantire esistono genitori che si offendono se le loro figlie non sono in prima fila sul palco,se magari la coreografia è più brutta di quella di un altro gruppo di ballerine,e allora dico io se si fa così per la danza figuriamoci per il dio pallone e infatti ecco i morti che questi carissimo Nick li amazziamo anche io e te con la scusa dello spettacolo.
    Poi certo aspettarsi di più sul sociale dallo stato,dai politici questo sì ma noi diamogli una mano,come quando per farti un esempio quando due si scornano in auto per una precedenza non data,allora dico ma qui lo stato non c’entra qui serve un pò di buon senso ed educazione,di certo merce rara ma proviamoci,proviamo almeno a contare sino a 3,naturalmente questo vale per tutti a cominciare da me
    Salutoni

  31. Corrado says:

    Rompo ancora gli zebedei per unirmi anche io allo sconcerto provocatomi dalle frase di Matarrese
    Inoltre approfitto per scusarmi su alcune parole scritte male ma cosa volete non è ignoranza(un pò sì) ma l’età,gli occhi insomma che mi domandono ma una visita dall’occulista no?

  32. Tony says:

    Scusa Giovanni se sono costretto a “mettere in piazza” un argomento che certamente non ti farà piacere, ma,dopo tutte le trasmissioni televise che sono andate in onda in questi giorni riguardanti i fattacci di Catania,desidero farlo.E allora ti chiedo : ma non pensi che certi spettacoli che vanno in onda periodicamente su televisioni a carattere nazionali non contribuiscano ad aumentare il clima di tensione che aleggia in certa tifoseria già malata di par suo?Mi riferisco anche a quella che, purtroppo, irradiata da Milano, va in onda sul vostro canale e che non è certamente un sano esempio di sportività, dal momento che le urla, i bisticci, le maleparole si sprecano a dismisura ed il tifo più becero viene manifestato dagli stessi giornalisti! Cosa possono imparare, certe menti già bacate, da trasmissioni di questo genere? E che dire di quell’altra trasmissione di ieri sera dove un capo ultras della Juventus ha dichiarato che la rabbia degli stessi ultras è derivata dal fatto che Polizia e Società non capiscono le “loro problematiche” e nessun giornalista ha avuto il coraggio di zittirlo? Forse perchè era un ultras di serie “superiore”? Credimi, caro Giovanni,anche certa stampa, sia scritta che parlata, dovrà darsi una regolata, se vogliamo veramente che le cose cambino, una volta per tutte!

  33. maurizio says:

    Che il male sia nella nostra società è sotto gli occhi di tutti (anche oggi c’è scappato il morto per uno stop), bisogna però darsi tutti una regolata, visto che con le esasperazioni mediatiche, con le varie moviole e processi o con le esternazioni di alcuni presidenti o direttori sportivi per finire con l’atteggiamento di alcuni calciatori si finisce per dare lo spunto a questi delinquenti per sfogare la loro follia!! In Inghilterra per sconfiggere gli Hooligans oltre alla repressione e leggi mirate hanno potuto godere di una cultura sportiva che accetta sempre il verdetto del campo senza strascichi polemici sia da parte degli addetti ai lavori , dei calciatori e soprattutto dei veri tifosi! Per chiudere volevo dire che intorno al Rugby ed a molti altri sport non gira il bussines che c’è nel calcio pertanto….lascio a voi la conclusione!

  34. LUCA says:

    VOLEVO FAR PRESENTE QUELLO CHE PURTROPPO NESSUNO, CREDO, HA NOTATO… IN SICILIA LA POLIZIA E I CARABINIERI STANNO FACENDO UN LAVORO MAGNIFICO CONTRO LA MAFIA!!! ECCO QUESTA PAROLA (MAFIA) NESSUNO L’HA MENZIONATA. SICCOME QUELLO CHE E’ SUCCESSO A CATANIA NON AVEVA NIENTE A CHE FARE CON UNA REGOLAZIONE DI CONTI TRA TIFOSERIE ULTRA’ MA ERA STATO ORGANIZZATO E RIPETO ORGANIZZATO NEI MINIMI TERMINI CONTRO LE FORZE DELL’ORDINE CHE BENE STANNO FACENDO PER LA LOTTA AL CRIMINE ORGANIZZATO. PAGARE CON POCHI EURO ( PER MAGARI COMPRARSI QUEL GIUBBOTTO CHE DICEVI TU GIO’) QUALCHE RAGAZZINO DISOCCUPATO PER FARE VIOLENZA PURTROPPO E’ FACILE. IO INVECE DI CHIUDERE GLI STADI LI APRIREI SOLO ALLE FAMIGLIE E A REALTA’ COME GENOA FOR CHILDREN. VIVA IL CALCIO PULITO

  35. Federico84 says:

    C’era bisogno di un morto per rendersi conto che la legge Pisanu è stata applicata male? Ieri è uscito un articolo che analizzava la situazione degli stadi in Italia: per esempio ad Ascoli è spuntato fuori il fatto che i seggiolini sono numerati col pennarello nero… Purtroppo siamo in Italia, è così. Comunque rimango delle mie idee: gli stadi non sono un problema, finitela di speculare! Troppa ipocrisia… Troppa…

  36. giovanni.porcella says:

    A quanto pare, ma non c’è ancora l’ufficializzazione, il Genoa potrebbe tornare in campo a Rimini sabato pomeriggio. Probabilmente a porte chiuse. La partita col Vicenza verrebbe recuperata a metà aprile. E’ la proposta della Lega, Domani, al massimo giovedì la decisione verrà presa dal commissario della Federcalcio Pancalli.

  37. Alex71 says:

    Il problema è la gente ,non gli stadi….

  38. Federico84 says:

    Io magari sono un po’ frivolo… Ma non vedo l’ora che si torni a parlare di Di Vaio, Leòn, Adailtòn, Greco… Proprio ora che dopo la partitona di Napoli sembravamo in un momento magico… Dovremmo ricominciare, speriamo che la sosta non ci abbia danneggiato troppo! Mi scuso se il mio modo di ragionare è semplicistico, ma sono sincero. Tornando al discorso principale, spero che la FIGC studi una qualche soluzione da qui alla fine del campionato, e che in estate ci siano dei provvedimenti seri per tutelare l’incolumità di agenti e tifosi.

  39. Corrado says:

    Caro Giò ho seguito la trasmissione di ieri “Gradinata tv” ho visto e sentito l’ex ultras Enzo Tirotta che dire?
    Quando asserisce che si é scoperto che anche un bastone può uccidere….ogni commento penso sia superfluo se non quello di dire che bisogna al più presto formare dei bambini che capiscano che il calcio deve essere come qualsiasi altro sport,cioè una festa dove si va per passare delle ore allegre non come asserisce l’ultras Tirotta si va alla partita incazzati,perchè il confronto tra tifoserie deve essere civile e non a colpi di feriti e morti,perchè se fosse così meglio allora stadi deserti ma senza morti.
    Intanto si ricomincia….già sento i primi cori vociare che gli stadi sono deserti,che così il calcio è triste alla faccia di tutti i feriti e morti e poi basta con tutte le forze dell’ordine in assetto da guerra,basta bisogna cambiare

  40. riccardo says:

    Filippo Raciti era un mio collega.

    Ed è un onore per me potermi definire tale.

    In Polizia siamo tanti, migliaia.

    Lui, però, faceva il mio stesso tipo di lavoro: era un sottufficiale di un Reparto Mobile, proprio come me.

    Faceva quasi le stesse cose che io faccio ogni fine settimana.

    Filippo Raciti io non lo conoscevo. Tanto quanto non lo conoscete voi né tutti quelli che ora si profondono in vizi strappalacrime.

    Però io riesco ad immaginare nitidamente il suo lavoro. Come potesse viverlo, cosa provasse mentre andava in caserma per prepararsi ad un servizio di Ordine Pubblico, che discorsi facesse con i suoi colleghi.

    Che cosa dicesse ai genitori, a sua moglie, alle persone che gli volevano bene salutandoli per uscire ed andare in servizio.

    Anche che parole scegliesse per raccontare quanto succede nei nostri stadi.

    Più o meno penso fossero le stesse parole che io scelgo quando provo a spiegare tutto quanto le televisione non hanno mai fatto vedere se non in un servizio alle otto e mezzo, prima della fine del Telegiornale e,rigorosamente, dopo i gol delle Domenica.

    In un piccolo trafiletto del giornale di sport di turno, in una notizia sulle brevissime del Televideo.

    Adesso tutti sanno.

    Tutti hanno visto.

    Ed ora tutti invocano giustizialismo, durezza, tolleranza zero, modelli esteri, repressioni.

    Tutti lì a sventolare il cappio, a chiedere la forca.

    Ora chiudono la stalla ma i buoi dove sono andati a finire?

    Dovera prima, tutta questa gente che benpensa?

    Per quasi dieci anni sono stato Agente di Polizia. A proposito, Filippo Raciti era un ISPETTORE della Polizia di Stato. Quindi un SOTTUFFICIALE della Polizia. Non un Agente ma nemmeno un Commissario
    come alcuni hanno detto.

    Almeno quando uno muore sarebbe giusto rendergli lonore del ruolo che ricopre.

    E che cazzo.

    Lavorava al REPARTO MOBILE DI CATANIA, non alla Questura o alla Squadra Mobile.

    Reparto Mobile Sembra che questo nome non entri in testa ai chi lo dovrebbe ben scandire. Però quello di Bolzaneto lo conoscono tutti, giusto? E nessuno ne ha mai storpiato il nome.

    Di questi dieci anni io ne ho trascorsi circa quattro a lavorare negli stadi.

    A fare il celerino come si dice in senso dispregiativo.

    Ho lavorato in un centinaio di partite, dalla serie A ai dilettanti, dalla Champions League a Milan Juventus, da Livorno Pisa a Sanremese-Imperia.

    Mi sono scontrato con quegli esseri che amano definirsi Ultras molte volte.

    Li chiamo esseri perché definirli persone sarebbe troppo.

    Sono dovuto ricorrere allospedale in tre casi.

    Una volta una bomba carta mi è esplosa a qualche metro di distanza (sono stato fortunato, io) e mi ha fatto perdere temporaneamente ludito. Unaltra siamo stati aggrediti dai tifosi del Livorno a colpi di pezzi di sanitari, cinghiate, pietrate. Sono finito a terra, ho
    strisciato una mano sul cemento ed mi si è sradicata per ¾ ununghia.
    Infine in uno scontro con i tifosi della Juventus ho riportato unintossicazione da gas ed una contusione ad un dito, credo per una cinghiata.

    Qualche altra volta sono stati lividi ed un po di bastonate ma niente ospedale, per non specularci sopra. E ovviamente, senza ricevere nessun premio, medaglia o gratificazione di alcun tipo.

    NON sono un eroe, sia chiaro: sono un dipendente dello Stato che onora il suo contratto di lavoro.

    Punto.

    Questi miei sono tre piccoli episodi, poca cosa.

    Però negli stessi quattro anni a qualcuno è andata peggio.

    Ho visto un collega sfregiato al viso da un mattone, un ragazzo con una gamba suturata per dodici punti vicino allarteria femorale a causa di un bottigliata, un collega con un polpaccio perforato da parte a parte da una bomba carta, un altro con una scheggia conficcata nella palpebra a pochi centimetri dallocchio. E poi clavicole rotte, arti
    fratturati, ginocchia lesionate, placche al titanio nel cranio.

    Tutto questo solo in un gruppo di stadi del Nord ed in qualche anno di tempo.

    Nel quasi assoluto silenzio delle istituzioni e dei media.

    Ma tutto ciò succede da ANNI, gente.

    Nell’indifferenza di moltissimi, con la connivenza di molti, a causa della paura di troppi. Paura di affrontare il problema, paura di applicare la legge, paura di essere uno Stato e non un arbusto che preferisce piegarsi che resistere.

    Questa mail non ha uno scopo, non deve servire a nulla, ovviamente. E un mio sfogo personale, un modo per dare un senso agli eventi, un modo per pensare che la morte di un collega possa trovare un significato.

    Per questo vi chiedo semplicemente un piacere: INDIGNATEVI.

    Indignatevi quando sentite di gente che uccide, picchia, devasta, danneggia, insulta, odia per una partita di calcio.

    Indignatevi quando vedete persone che vanno in giro con le felpe con scritto sopra Ultras, Warriors, Fighters, Collettivo o altre cazzate del genere vantandosi di appartenere ad un mondo di forza, furore e valore bellico che esiste solo nelle loro teste malate. Un mondo che
    dovrebbe prevedere la possibilità di scannarsi reciprocamente e, anche, coinvolgere chi cerca di fermarli. Un mondo in cui lunico valore è la violenza infame di chi sfrutta il gruppo per sentirsi qualcuno.

    Questa è gente senza palle. Uomini falliti, forti solo con la faccia coperta e le armi addosso.

    Gente che da sola non vale nulla. Gente che da sola non protesterebbe per niente e contro nessuno, neppure se gli portassero via la casa o gli pignorassero tutti i loro averi ma che in mezzo alla folla è disposta a scontrarsi in nome del Nulla.

    Noi andiamo ad affrontarli con un casco concepito ventanni fa, uno scudo che si frantuma con una pietrata ben lanciata, un manganello di gomma rigida per non gionare troppo danno. Ma di fronte a bombe che contengono chiodi e vetri, a spranghe di ferro, a caschi integrali da motociclista, a cannoncini che sparano razzi di egnalazione nautica, a bulloni dacciaio, coltelli, biglie di ferro, pezzi di ceramica taglienti come rasoi Potete immaginare quanto può fare la nostra attrezzatura.

    Indignatevi perché ci compriamo con i nostri soldi anfibi decenti e protezioni migliori che lo Stato non ci fornisce.

    Indignatevi quando la gente dice che anche gli sbirri si divertono a picchiare la gente perché, credeteci, di tutte le persone in servizio in qualunque stadio dItalia e con qualunque divisa nessuno è felice di essere lì. Non ce nè uno, di quegli sbirri, che non preferirebbe essere con la sua donna, con i figli o con gli amici piuttosto che in
    mezzo a insulti, sputi, urla, lancio di petardi e fumogeni.
    Credeteci, è così.

    Indignatevi pensando che a fare la fine del mio povero collega potevo esserci proprio io, una persona che conoscete. Come migliaia di altri carabinieri, finanzieri, vigili urbani che prendono la centesima parte di quanto guadagna un calciatore. Di quellidolo della curva che arriva
    allo stadio unora prima della partita e torna nel suo albergo a cinque stelle unora dopo mentre noi ci siamo da due ore prima sino a tre o quattro ore dopo, sotto la pioggia e la neve, con il sole che picchia a 40 gradi sul casco e ti fa quasi svenire, con il vento gelido che dopo sei ore in piedi ti entra fin nelle viscere.

    Indignatevi per la morte di Filippo.

    Perché morire in servizio si può, fa parte di questo lavoro, è una piccola postilla non menzionata sul nostro contratto. Ma per una partita di pallone proprio no, non è giusto. Se conoscete qualcuno cui questa mail può servire a riflettere fate in modo che la legga.

    Se pensate che qualcun altro la debba ricevere, che sia un giornale, un personaggio politico o il vostro vicino di casa inviategliela.

    Io non vorrei che qualcuno potesse pensare che parlo a nome di chicchessia o per conto di altri.

    Per questo la mando solo a voi, che mi conoscete e sapete che vi sto semplicemente raccontando quella che mi sembra sacrosanta verità.

    Ciao.

    Riccardo Gazzaniga.

  41. Barbara says:

    Ciao Giovanni, quello che è successo a Catania è assurdo.
    X i delinquenti ci vorrebbero pene più severe, non farli uscire dopo poco tempo. Secondo me non è giusto che le partite vengano giocate a porte chiuse, perchè sono penalizzati solo i veri tifosi. Speriamo che questa volta non finisca a tarallucci e vino.

  42. Marco63 says:

    Ciao Riccardo, credo che su questo blog abbia letto il mio post (n°19) che sono “un ex tifoso” che da 3 anni non và più allo stadio perchè ormai stufo di violenza, politica e strumentalizzazioni varie oltre a non sopportare (quello anche prima) cori contro Polizia o Carbinieri forze dove per mia fortuna e vanto servono alcuni tra i miei più cari amici.

    12 anni fà ero allo stadio assieme ad un amico quando avvenne l’uccisione di Vincenzo Spagnolo e, ti assicuro che quanto successo non lo dimenticherò mai, ma grazie a tutti voi io che andavo allo stadio con la felpa ma senza scritte di appartenenza e indossando magari un berettino con su scritto US Navy (ti assicuro che in curva mi guardavano di storto come succede a voi) sono potuto tornare dai miei cari.

    Ti comunico che seguirò il tuo consiglio ed inoltrerò la tua mail ad un giornale completa del tuo nome e cognome perchè spero che venga pubblicata integralmente in modo che tutti debbano sapere quello che dovete passare ogni volta che si disputa una partita di calcio.

    Un saluto da un “ex tifoso” e da un vostro grande estimatore e simpatizzante.

    Marco Spagnol

  43. io credo che ci sia un’enorme ipocrisia delle società, che pretendono stadi a norma, bus blindati e maggiore sicurezza ma danno poco, ben poco. Le cose in Inghilterra sono ora diverse anche perché le società sono proprietarie dello stadio e questa cambia la prospettiva. Il cambiamento, oltre naturalmente a leggi più severe, deve essere soprattutto delle società ..ma si tratta di un cambiamento culturale purtroppo difficile da attuarsi almeno a breve.
    Qualche segno però dal basso arriva: le giovanili dell’Empoli e da noi il Ligorna .

    saluti

  44. dadde says:

    Per Riccardo:
    sono d’accordissimo con te, al 101%. Però – e questa è una mia domanda cui non trovo risposta – perchè non cercare un confronto con le parti sane delle tifoserie organizzate per cercare una soluzione? E’ interesse vostro ma anche vostro cercarlo e trovarlo.
    Non tutti andiamo in giro per “fare violenza”, ci sono anche quelli come me (e siamo tanti – in tutta Italia) che si alzano la domenica mattina alle 5 dopo una settimana di lavoro per preparare uno striscione, che si sorbiscono trasferte incredibili. E lo facciamo perchè il Genoa è uno di famiglia, uno per cui ti sbatti all’inverosimile. Ed è così per noi genoani ma anche per tutte le tifoserie d’Italia, dalla più odiata ai fratelli napoletani. Per tutti è così.
    E come non è giusto per voi che venga fatta di tutta l’erba un fascio su certi avvenimenti che riguardano le Forze dell’Ordine, la stessa cosa vale per noi, per i ragazzi della gradinata che conosco e per il 99% di quelli che non conosco.
    Tutto questo discorso non è per sminuire il vostro lavoro perchè è difficile, nessuno lo ha mai messo in dubbio. E se vi sentite rivolgere dei cori allo stadio sono come sfottò, niente più. E nient’altro che sfottò devono rimanere, non può degenerare come successo a Catania, non esiste.
    E l’unica strada che doveva essere già perseguita da tempo è quella del dialogo tra le Forze dell’Ordine e la parte sana di ogni tifoseria. Siamo sempre in Italia, dove solo la morte può essere uno stimolo talmente forte da portare qualche cambiamento radicale, se di cambiamento radicale si potrà parlare.
    Comunque – e parlo in prima persona – tutto il mio rispetto va ai poliziotti, carabinieri, ecc. che svolgono BENE il proprio mestiere.
    Dadde

  45. stella says:

    SONO INDIGNATA!! SONO INDIGNATA!!!
    e sono d’accordo al 1000% con Riccardo e non solo perche’ sono moglie di un carabiniere, perche’ sono cittadina di un paese democratico dove dovrebbe esserci il rispetto di chi non la pensa come te, il rispetto di chi indossa una divisa e rappresenta lo Stato. La mia preoccupazione maggiore pero’ non e’ per mio marito e per mia figlia: bisogna educarli questi bambini/ragazzi, ha 14 anni sei un bambino e non puoi andare allo stadio a tirare pietre, vai a cantare, a esultare. Parliamo delle iniziative come Genoa Club for children, spieghiamo ai nostri figli cosa e’ la sportivita’, qual’e’ il lato bello dello sport, aiutiamoli a crescere con i valori veri per un uomo o per una donna…..

  46. Antonio says:

    Caro John, mi permetto di darti del tu e chiamarti così per dimostrarti la mia simpatia.Anche se non ci conosciamo personalmente tu sei sempre presente in casa nostra nell’ora bellissima in cui la famiglia si riunisce intorno alla tavola,ci fai compagnia e sentirti per noi è non solo un’abitudine ma forse una necessità.Per questo io ritengo di conoscerti “da tanto tempo”. Ho più di cinquant’anni,sono nato a Genova,e da bambino giocavo nelle fasce delle colline sopra Marassi,dove ora padroneggiano palazzi e cemento . Da tempi storici sono sempre andato allo stadio Ferraris con la mia famiglia e la sciarpa rossoblu e ,devo confessarti ,vicino a me (prima Distinti, ora da anni alla Nord superiore)non è mai successo nulla di grave di cui mi sia accorto.Onore al ns. Stadio ed ai ns. tifosi!
    Ritengo che la violenza abbia altre radici e cerchi di realizzarsi laddove fa eco e risonanza.
    Penalizzare solo lo “Stadio” mi sembra un pò semplicistico e comodo.
    Il problema così non si risolve.Le origini dei cattivi comportamenti vanno ricercate nell’educazione dei cittadini e nel rispetto del prossimo. E’ lì che bisogna risanare ed essere intransigenti!
    Le autorità competenti credo sappiano benissimo che tutti noi onesti chiediamo il ripristino del senso civico , la tutela della nostra incolumità e il rispetto della legge in tutte le manifestazioni della vita quotidiana,non solo intorno allo Stadio!
    Circolare per le nostre strade, a qualsiasi ora,sereni e rispettosi gli uni degli altri,è sicuramente un nostro diritto!
    Un sincero abbraccio,Antonio

  47. Nicola says:

    Dadde qui non è più il tempo dei confronti, non è più il tempo delle discussioni.
    Qui è arrivato il momento che nel 2007, con i problemi che ci sono e le priorità che abbiamo (anche importanti in un paese come l’Italia, messo davvero male),non si vada più dietro a gente che non è normale.
    Qui è arrivato il momento in cui chi si comporta in maniera normale, anche facendo tutto quello che dici tu, a sostegno di qualcosa in cui crede ed è libero di credere, bene, benissimo. Libero di farlo.
    Chi si mischia (io ho sempre più dei dubbi sulla tesi infiltrati), chi coglie l’occasione per roviare la festa anche a gente -come te, e me- che crede sinceramente nel tifo pulito DEVE ANDARSENE IN GALERA, E RIMANERCI.
    Basta con sta cazzata demagocica dei confronti, e con le storie che gli ultrà fanno le opere di bene. Basta.
    Le opere di bene le può fare chiunque, senza andare dietro a sigle a gruppi a pretesti; le opere di bene le fa un sacco di gente, anche a titolo personale, ciò non significa che se poi vede qualcuno che non gli sfagiola gli debba tirare qualcosa contro, perchè 2 settimane prima ha fatto la raccolta fondi per questo o per quello.
    Chissenefrega.
    Le forze dell’ordine stanno li a farsi insultare, a fare un lavoro del cazzo per quattro soldi, e per contro gente turbata nel cervello si permette di rovinare la festa alle persone normali, perchè? Perchè sono un’espressione della società ? perchè sono un modo di seguire le squadre ? Chissenefrega del loro modo di seguire le squadre, chi se ne frega delle loro iniziative.
    Voglio andare allo stadio, sicuro, a tifare (magari anche a sgolarmi per 90 minuti), senza dovermi sorbire cazzate di gente che non ha ancora superato la fase infantile dei cow boy e gli indiani.
    Basta con ste fesserie, se vogliono ammazzarsi di botte, che vadano in qualche forza speciale, o volontari in guerra, e tranquilli che lì trovanerano pane per i loro denti.
    Il fatto è che non ci vanno mai, ma ce li ritroviamo sempre tra i piedi noi, persone normali, a ogni occasione.
    Questo è il problema.

  48. Corrado says:

    Ciao a tutti,voglio intervenire su ciò che dice Dadde(post 44)
    Senza polemiche amico mio genoano volevo solo chiarire alcuni concetti secondo me fondamentali,cioè tu per esempio parli di confronto,tutto giusto,ma questo deve avvenire in politica(al parlamento),confronti sindacato-confindustria e altro ancora.
    Nelle competizioni sportive invece no perchè io come spettatore non vado allo stadio o in un palazzetto per picchiare un tutore dell’ordine egli è lì per vegliare sulla mia incolumità e quella degli altri e anche lui come me si trova in un determinato luogo non certo per sfogare le sue frustrazioni.
    Quello che voglio dire è che il concetto di confronto avviene tra 2 parti contrapposte,ora questo nel calcio,come in qualsiasi altro sport non dovrebbe avvenire,perchè se no vuol dire che esiste della malafede e voglia non di divertirsi ma di voler far parte di una cultura sbagliata,che è quella del disordine e della violenza gratuita.
    Vedi caro Dadde tu dici confronto,va benissimo però poi alle partite quando ci sono i cori vetusti e volgari contro le forze dell’ordine e tu me li chiami sfottò…
    Gli sfottò facciamoli tra noi,amici,tifosi e quanto altro non mi viene in mente ma non a persone che per pochi euro sono lì a buscarsi improperi e tal volta ben di peggio senza apparente motivo,se non essere tutori dell’ordine è forse una colpa?

  49. LUCA says:

    avete tutti ragione… ma basta ipocrisia… non è vero che tutti quelli che vanno allo stadio ci vanno per delinquere ( GENOA FOR CHILDREN) e non è vero che tutti i poliziotti o carabinieri sono degli eroi. Per quanto riguarda Bolzaneto anche li’ come dici tu riccardo bisogna vergognarsi… e non c’entra la politica… Perche’ il cittadino che protesta per un ideale deve essere protetto dalle forze dell’ordine e non manganellato!!! La gente deve andare allo stadio e tifare la sua squadra e non prendere di mira le forze dell’ordine …. MA BASTA IPOCRISIA VI PREGO

  50. laura says:

    Sottoscrivo totalmente il post di Nicola(n.47). Niente da aggiungere, hai detto tutto te, parole sacrosante.

  51. Marco63 says:

    Luca concordo sul fatto che allo stadio non tutti vanno per deliquere e menomale (altrimenti saremmo veramente rovinati), un pò meno sul fatto che non tutti i tutori dell’ordine siano degli eroi (qualche mela marcia c’è anche tra di loro, sono esseri umani per cui sbagliano e, questo non lo metto in dubbio, ma proprio qualche). Per quanto riguarda Bolzaneto preferisco non entrare nel merito anche perchè mi risulta sia ancora in corso un procedimento giuridico (comunque sul fatto che la politica non c’entra questo è un tuo punto di vista condivisibile da taluni e non da altri). Sono in accordo con te quando dici che il cittadino che protesta il suo dissenso deve essere protetto e non mangannelato, ma ricordati che non puoi andare a protestare con bastoni, scudi, caschi e viso coperto. Sono ancora con te quando dici che la gente deve andare allo stadio e tifare per la propria squadra e non prendere di mira le forze dell’ordine, ma non concordo sul fatto dell’ipocrisia.
    Spero tu non abbia ad offenderti per quanto esposto in questo post e, se ciò fosse ti prego di scusarmi sin d’ora.
    Comunque qualcuno disse > ed io ti saluto al grido di Forza Genoa.

  52. Corrado says:

    Per Dadde
    Sappi che se anche non sono nella tua ottica ho apprezzato molto il tuo intervento quanto meno per sincerità e voglia di comunicare continuiamo così perchè lo scambio di opinioni è sicuramente importante per crescere e non commettere cazz….
    Un caro saluto rossoblu
    FORZA GENOA

  53. dadde says:

    X Corrado: finchè il problema sono i cori (pur non cantandoli io stesso) contro le Forze dell’Ordine potrebbe anche starmi bene, ti fai del nervoso se sei poliziotto o carabiniere ma non ammazzi nessuno e non vedi morire nessun tuo collega. Il problema non sono i cori, il problema sono i diffidati che, non potendo entrare allo stadio, aspettano fuori dallo stesso, devono solo presentarsi a firmare due ore prima della partita e stop. Questi sono i problemi da affrontare insieme alla sicurezza degli stadi e così via. E chi sono coloro che possono aiutare a risolvere i problemi? La parte sana della tifoseria, quella che cnta e che segue il Grifo in ogni dove senza mai creare problemi, e la parte sana delle Forze dell’Ordine, quelli che per pochi € al mese fanno il loro lavoro con servizi a volte del cazzo e che non mollano manganellate a destra e a manca.
    Io mi domando come mai oggigiorno gli scontri non siano quasi più tra tifoserie ma tra tifoserie e Forze dell’Ordine.
    Anche per me non esiste andare contro un poliziotto con una pietra, una spranga o altro.
    Io cercavo solamente delle soluzioni (non facili) fattibili a questo problema.
    Ovviamente la repressione di quei Delinquenti è il primo passo. Mi riallaccio a Nicola, anch’io li manderei in guerra o in mezzo a una guerra civile in Africa, sono strad’accordo con te!
    Quello che mi preme dire è che non difendo assolutamente chi compie questi gesti, ci macnherebbe.

  54. Donbaky says:

    Cia Giovanni,ti volevo informare che abbiamo ricevuto conferma dalla società Genoa Cricket and Football Club della presenza di Forestieri per Lunedi sera 12 febbraio.
    Abbiamo pensato di organizzare una cena dalle 19,00 alle 21,00 per un massimo di 50 persone e poi dalle 21,00 in poi per chiunque.
    Naturalmente tu sei invitato e nostro ospite insieme all’operatore che vorrai portare per fare qualche ripresa da mandare in onda in qualche prossima trasmissione.
    Saluti
    Donbaky Max
    p.s per problemi al server scrivimi se vuoi a questa mail:massimiliano.corti99@libero.it
    e se vuoi no passare il messaggio
    ciao

  55. Pippo says:

    Carissimo Giovanni,
    io sono d’accordo con quasi tutti quelli che hanno scritto in questo forum, e credo che sia abbastanza facile per tutti essere d’accordo sul fatto che una vita umana, di chiunque, sia un bene troppo prezioso per sprecarlo in questa maniera. Ma volevo dire qualcosa sul tuo messaggio, perché volevo chiederti di regalarci maggiore attenzione. Certe frasi sono assolutamente incomprensibili, e te ne cito una per tutte: “Riprendiamoci gli stadi e facciamo tutti un passo indietro, magari pronti a non fare processi se uno dice o scrive qualcosa di sbagliato, se c’è un rigore dato o non dato o se la propria squadra per colpa di Tizio Caio o Sempronio.” Non è terminata…
    Io credo che ci voglia maggior rispetto per chi ti legge, tutto qua. Capisco la fretta, i tempi, il lavoro da mandare avanti, ma per infarcire un pezzo di cose strampalate, di errori di battitura e punteggiatura, di populismi che può dire chiunque, di giustificazioni inutili (non fare processi se uno dice o scrive qualcosa di sbagliato: ci vogliamo parare il sedere, cari giornalisti?, non dovreste essere precisi nel vostro lavoro così importante?), allora, forse, è meglio lasciar perdere. Quanto poi al fatto che uno di quegli imbecilli indossasse un capo firmato, non vedo come ciò possa indignarti maggiormente: forse che non si trovano taroccati dovunque? E allora perché essere così superficiali nella disamina? Possibile che la cosa che più vi ha colpito sia stata una felpa di Dolce e Gabbana? Allora chi la indossa deve per forza essere un bravo cristo? E poi, non è certo una novità che tra gli ultras ci sono persone delle più disparate classi sociali, e non solo dei disperati: non dovreste, come giornalisti, essere informati anche su questo? Qui a Genova c’è un sociologo, credo rettore della facoltà di Scienze dell’Educazione, Alessandro Dal Lago, che ha scritto tanto sul fenomeno degli ultras: forse potreste invitarlo alle vostre trasmissioni, e magari cercare di imparare qualcosa. Grato della tua attenzione, rivolgo a te e ai frequentatori di questo forum un caro saluto.

  56. giovanni.porcella says:

    Caro Pippo

    Chi è umile ha sempre voglia d’imparare. Mi scuso per gli errori ed i refusi che possono capitare. Non credo pero’ di essere tanto banale o superficiale se mi perfetto di far notare che quei ragazzini con capi firmati (taroccati oppure no non ha importanza) sono l’esempio di chi deve per forza avere un immagini, ma senza contenuti che siano esswi morali o di altra specie. Tutto qui.

    Comunque gradirei delle tue osservazioni, piu’ profonde senza dubbio, di quelle che hai trovato qui sopra, ma ho visto che ti sei limitato a criticare duramente quanto hai letto. Permettimi pero’ qualche osservazione il liberta’. Sulla vicenda guiornalisti non hai capito niente in quanto era chiara l’autocritica della categoria che rappresento Ma credo che l’autocritica la dovrebbero fare coloro che impazziscono sui siti sparando sul piano personale con ingiurie e offese chiunque faccia il mio mestiere senza un briciolo di onestà e soprattutto senza la minima regola a tutela di chi viene colpito. Anche questa è violenza, secondo me, ma vorrei sapere cosa ne pensa il sociOlogo Dal Lago che in tanti anni è stato invitato e pure ospitato nelle nostre trasmissioni. Come vedi non viviamo su Marte, ma con umiltà siamo pronti ad ascoltare tutti e imparare da tutti. Ma ora spetto considerazioni costruttive perchè sono sicuro che le puoi fare.

    grazie

    giovanni

  57. Si continua a parlare dei tifosi e delle forze dell’ordine. Non capisco come mai nessuno parla mai delle omissioni e delle responsabilità delle società di calcio. Ne avevo accennato in un mio commento precedente ma la cosa non ha avuto seguito. Continuo comunque a chiedermi che cosa possono fare le società di concreto anziché chiedere solo soluzioni ad altri come se lo stadio non fosse territorio loro.
    Ripeto che se gli stadi fossero di proprietà delle società tutto sarebbe diverso. Vogliamo continuare ad aumentare il numero di poliziotti ? sembra proprio di si. cosa ne dite?

  58. Pippo says:

    Giovanni,
    non fare l’offeso: se avessi voluto insultarti credo che lo avrei fatto con altre parole, ma la cosa non era mia intenzione e neanche abitudine: perché dovrei entrare in casa tua per dirti malevolenze? Piuttosto me ne starei zitto. Ho inteso fare delle osservazioni sul tuo scritto, proprio perché mi sembra che in esso tu ti sia limitato a grattare solo sulla superficie delle cose, e invece, da chi osserva tutti i giorni la realtà per lavoro, forse, è lecito aspettarsi qualcosa di più. Rispetto alla categoria dei giornalisti, quello che non mi piace è la difesa corporativistica che fate: anche tra di voi ci sono gli onesti e i disonesti, come in tutte le categorie e in tutti gli aspetti della vita. Come tra coloro che scrivono su internet sfruttandone l’apparente grande libertà. Il mio, lo ripeto, non era un insulto, e se ti riferivi a me e a quello che ho scritto (ma non credo, dimmi se sbaglio) ha preso un abbaglio. Regole a tutela di tutti ci sono, basta volerle applicare, e non capisco perché tu faccia la vittima, visto che sei un privilegiato, come quelli che fanno il lavoro che gli piace. Se posso darti un consiglio (non rischiesto, lo so e chissà se ti darà fastidio), allora ti dico di essere meno teso, di avere maggiore serenità nel guardare le cose, del Genoa e non solo.
    Mi inviti a fare considerazioni costruttive: a che riguardo? Agli incidenti? Alla girata di spalle dei tifosi genoani a Rimini? A quello che hai scritto? A cosa?
    Grazie a te della tua attenzione e buon lavoro
    Pippo

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